Alta Murgia

Finanziato da LIFE+ il progetto di controllo ed eradicazione dell’ailanto nel Parco

L’ailanto è una specie arborea esotica altamente invadente che sta conquistando ampi spazi all’interno dell’area protetta a scapito della flora autoctona.

Attualità
Cassano giovedì 26 settembre 2013
di La Redazione
Il Parco contro l'invasione dell'alianto
Il Parco contro l'invasione dell'alianto © n.c.

La Commissione Europea ha finanziato, con il programma LIFE+ Biodiversità, il progetto “Control and eradication of the invasive exotic plant species Ailanthus altissima in the Alta Murgia National Park”, da realizzare nel territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, finalizzato al controllo della diffusione ed all’eradicazione dell’ailanto mediante l’utilizzazione di tecniche innovative.

L’ailanto è una specie arborea esotica altamente invadente che sta conquistando ampi spazi all’interno dell’area protetta a scapito della flora autoctona. Partner del progetto, oltre all’Ente Parco, sono: l’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (ISPA) del CNR di Bari (capofila), il Corpo Forestale dello Stato - che collaborerà attraverso il CTA del Parco – e l’Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali (ARIF) della Regione Puglia. Il progetto avrà durata di quattro anni ed un costo di € 1.757.740,00 cofinanziati per il 50% dall’Unione Europea.

Tra le azioni previste, l’individuazione delle zone interessate dalla presenza di ailanto all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e la mappatura mediante sistemi informativi GIS, l’applicazione di tecniche innovative ed ecologicamente compatibili per l’eliminazione delle piante ed il monitoraggio delle aree interessate dagli interventi per la verifica dell’efficacia delle azioni di eradicazione della specie.

Il progetto ha un importanza notevole per la conservazione della biodiversità e la salvaguardia della flora autoctona e degli ecosistemi naturali dell’Alta Murgia e consentirà di mettere a punto metodologie applicabili ad altre specie esotiche particolarmente competitive nei confronti della flora spontanea tipica.

Il Presidente dell’Ente, Cesare Veronico, rileva come “la capacità di accedere a fonti finanziarie importanti come il Programma Comunitario LIFE+ Biodiversità, testimoni l’impegno del personale dell’Ente Parco nel lavorare in stretta collaborazione con le istituzioni scientifiche, in questo caso con il CNR-ISPA di Bari capofila di progetto, per affrontare temi delicati quali l’invadenza di specie esotiche che pervade non solo le aree protette ma anche i contesti urbani. Questo progetto – conclude Veronico – sarà un ulteriore campo di prova del buon rapporto tra Ente Parco ed operatori agro-zootecnici per la salvaguardia coordinata del territorio e delle risorse naturali”.

“Il progetto di eradicazione dell’ailanto – afferma il Direttore del Parco Fabio Modesti - si affianca ad altre azioni di studio e di salvaguardia della flora e degli ecosistemi naturali ed agricoli come quello cofinanziato dall’Assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia “Studio per la caratterizzazione di una popolazione isolata di Quercus Trojana finalizzato alla definizione delle relazioni con le altre popolazioni presenti nell’areale pugliese del fragno e per la individuazione di elementi idonei alla produzione di seme certificato”, coordinato per l’Ente da Chiara Mattia, appena ultimato e che ha riguardato lo studio genetico di alcune popolazioni di fragno presenti sull’Alta Murgia. Tra le azioni di salvaguardia - prosegue Modesti - “Agroecosistemi: dalla qualità dell'Ambiente alla qualità delle Produzioni” (coordinato da Luciana Zollo ed attualmente in fase di esecuzione), nato con l'intento di sviluppare un modello di gestione aziendale ideale ed ecosostenibile nelle aree naturalistiche di pregio e nei territori adibiti ad uso agricolo e forestale”.

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