giovedì 20 settembre 2012 Cultura
Fotografia

La Nikon intervista il fotografo cassanese Rossano Percoco

Dopo averlo premiato più volte nell'ambito dei Forum Photo Contest, l'azienda giapponese dedica ancora una volta particolare attenzione al nostro concittadino.

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Uno scatto fotografico di Rossano Percoco
- Uno scatto fotografico di Rossano Percoco © Rossano Percoco

La Nikon, l'azienda giapponese fondata nel 1917, oggi fra i leader nel settore della fotografia e dell'ottica, dedica ancora particolare attenzione al fotografo cassanese Rossano Percoco. Dopo averlo premiato in più edizioni del Forum Photo Contest, l’azienda, scelta dai più importanti fotografi del mondo, ha intervistato Percoco nell’ambito delle iniziative della Nikon School. Un altro bel traguardo per il nostro concittadino, che in più di una occasione ha collaborato anche con la nostra testata. Proponiamo l’intervista integrale fatta dalla Nikon, presente sul sito dell’azienda giapponese, dove tra l’altro è possibile guardare alcuni eccellenti scatti fotografici di Percoco.

«La passione, l'impegno e la voglia di migliorare, sono quelli di un fotografo professionista. Rossano Percoco dedica gran parte del suo tempo libero alla fotografia, in particolare al ritratto e al reportage, svolgendo all'occorrenza lavori per aziende locali e impegnandosi come docente di Fotografia per l'Università della Terza Età di Cassano delle Murge, cittadina pugliese nota per la bellissima Foresta Mercadante. Appassionato di bicicletta e di lettura, è legato al marchio Nikon e alle iniziative Nital. Alcune sue immagini sono state premiate dalle edizioni più recenti del Forum Photo Contest organizzate dall'azienda torinese.

Buongiorno Rossano, cosa fai nella vita? E quando nasce l'interesse per la fotografia?

Lavoro per un'azienda che produce divani, nota in Italia e all'estero. Evito però di dirti il nome perché non vorrei fare della pubblicità.
L'interesse per la fotografia, intesa come passione che mi ha definitivamente catturato, nasce circa dodici, tredici anni fa. Ho frequentato ai tempi un corso di fotografia a Roma, con Gianni Pinnizzotto, titolare dell'agenzia fotografica Graffiti Press. L'ho fatto perché mi interessava approfondire i concetti di base che già possedevo e capire bene come funzionava una macchina reflex. Sentivo in un certo senso la necessità di esprimermi. Da allora il mio interesse per questa disciplina è andato sempre crescendo. Ho così iniziato a prestare la mia opera per alcune aziende che richiedevano servizi fotografici. In più, da circa quattro anni, sono insegnante di fotografia di livello base per l'Università della Terza Età di Cassano delle Murge.

Molto interessante. Come reagiscono gli anziani di fronte ai meccanismi della tecnologia moderna?

Inizialmente fanno fatica, poi, pian piano, entrano nelle pieghe e iniziano ad appassionarsi. È successo che allievi di circa ottant'anni siano stati così presi dall'argomento, da acquistare addirittura una reflex. Nikon ovviamente!

Cosa, secondo te, fa di un’immagine una grande fotografia?

Quando si unisce la tecnica a ciò che il fotografo ha nel cuore, quindi alla volontà di esprimere la propria personalità, viene fuori una grande fotografia.

Credi di aver fatto finora grandi fotografie?

Credo di avere nel mio portfolio delle immagini in grado di emozionare. Alcune, d'altronde, sono state premiate nelle scorse edizioni del Nital Forum Photo Contest. È successo inoltre che fotografi affermati, su vari forum e siti web dedicati all'argomento, abbiano espresso pareri favorevoli sul mio stile.

Qual è il genere fotografico che più ti attrae? Quali sono le sue principali difficoltà?

Sono due: il ritratto e il reportage. Entrambi mi appassionano da sempre. Per quanto riguarda il primo, la difficoltà sta nel cogliere l'emozione che prova il soggetto e di fonderla insieme a una corretta inquadratura e alla migliore illuminazione possibile. A me piace in particolare la luce naturale, quella cioè prodotta dal sole. Sia essa frontale, alla Rembrandt, a lama di coltello o di altro tipo, ciò che conta è enfatizzare quello che il fotografo vede nel soggetto. Quanto al reportage, di tipo sociale o naturalistico, lo pratico ogniqualvolta ho la possibilità di viaggiare e vedere situazioni nuove. Cosa che non sempre è possibile. Detto questo, fotografo a 360°, non disdegnando alcun soggetto. Ho fatto, per alcuni committenti, anche dello Still Life, tanto per intenderci.

Cosa pensi della possibilità offerta dalle nuove reflex Nikon di riprendere filmati di ottima qualità (e in alta definizione)?

Di video capisco ben poco, devo ammetterlo. Quando analizzo le caratteristiche di una macchina fotografica, mi concentro soprattutto sulle prestazioni fotografiche. Mi rendo però conto che il video rappresenta per i vari brand del mercato un nuovo orizzonte, una nuova opportunità. So di gente che presta attenzione anche a questo aspetto. Personalmente, preferisco darmi ancora un po' di tempo. Non escludo che in un futuro...

In che modo il flash supplementare e la luce ambiente influenzano la tua fotografia?

Della luce ambiente... ne abbiamo appena parlato. La preferisco di gran lunga quando si tratta di ritratti. Ciò non significa che non utilizzi il flash, anzi. Possiedo infatti un Nikon SB-600. Ho iniziato a usare il flash in modo professionale quando mi sono cimentato con la fotografia di moda, glamour e fashion. Con questi generi fotografici, anche quando si ha a disposizione una buona luce ambiente, si ha bisogno di una seconda illuminazione, diciamo di schiarita. È importante fare in modo che chi osserva poi la fotografia, non si accorga nemmeno della sua presenza. Ho studiato a riguardo e vissuto delle esperienze di prova con Roberto Fiocco, un fotografo molto abile da questo punto di vista.

Quanto tempo dedichi alla post-produzione? E con quale software intervieni?

Alla post-produzione credo di dedicare il giusto tempo, dettato di volta in volta dalle necessità. D'altronde, anche in camera oscura si trascorreva più o meno tempo a seconda del risultato desiderato. Nella fotografia di reportage, per esempio, non si ha sempre l'opportunità di disporre della giusta illuminazione ambiente. In questi casi, per dare risalto al soggetto, è necessario intervenire dopo lo scatto. Per quanto riguarda i software, utilizzo sia il Capture NX della Nikon, sia il Photoshop. Ritengo che il primo, essendo stato sviluppato sulle potenzialità delle reflex Nikon, sia in grado di restituire una qualità dei colori superiore a quella del Camera Raw. Con il Capture NX quindi affronto il passaggio dal formato NEF al JPEG, regolando l'esposizione, la luminosità, il contrasto, etc... Fatto ciò, per modifiche particolari o accurate, preferisco il Photoshop e il Silver Efex Pro di Nik Software, plug-in molto efficiente nella trasformazione del colore in bianco e nero. Con il Photoshop inoltre aggiungo del testo alle immagini, come la mia firma e il Copyright.

Colore o bianco e nero? Grandangolo o teleobiettivo?

Bianco e nero alla prima domanda; teleobiettivo alla seconda. Se dovessi esprimere una percentuale, ti direi 70% e 30 %. Il bianco e nero riesce a concentrare maggiormente l'attenzione dell'osservatore sul soggetto, mettendo in risalto le sue emozioni. A volte ho l'impressione che il colore distolga un po' l'attenzione. Teleobiettivo perché interessandomi ai ritratti, non potrebbe essere diversamente.

Se ti chiedessi di comporre uno slideshow, quale colonna sonora sceglieresti?

Dunque, a me la musica piace moltissimo avendo anche studiato per cinque anni il pianoforte. Un brano che di recente mi ha colpito molto e che oggi utilizzerei allo scopo è “Fix You” dei Coldplay. Se invece dovessi cercare nel repertorio italiano, citerei “Sono Solo Parole” di Noemi, ma nella versione cantata dal suo compositore Fabrizio Moro.

Il cantautore italiano che più ti piace?

Antonello Venditti.

Se potessi partire in questo istante per un reportage, dove andresti? E con quale reflex/obiettivo Nikon?

In India. Non ci sono mai stato, ma mi attira l'esplosione di colori che la caratterizza. Ovviamente porterei con me l'intera attrezzatura.

E, per concludere, a Nikon cosa diresti?

Farei innanzitutto i complimenti per tutto quello che sta facendo, ma chiederei di proporre nuovi modelli con ritmi meno sostenuti. In questo modo si potrebbero ottimizzare quelli già esistenti e noi fotografi avremmo più tempo per sfruttarli per le loro reali potenzialità».

A cura di Dino del Vescovo

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