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Cronache di un mercoledì di scienza

La giornata di mercoledì di questa edizione di “Cassanoscienza” ha visto come conferenziere, per la prima volta, un docente interno: il professor Domenico Bracciodieta che ha tenuto una relazione sulla bomba atomica “Atomic Spaces”.

Cultura
Cassano venerdì 15 aprile 2016
di Di Annarita Tatone e Di Alice Lenoci
Cassanoscienza
Cassanoscienza © Cassanoscienza

La giornata di mercoledì di questa terza edizione di “Cassanoscienza” ha visto come conferenziere, per la prima volta, un docente interno alla scuola: il professor Domenico Bracciodieta che ha tenuto una relazione  sulla bomba atomica “Atomic Spaces”.  

Ad introdurre il tema, il professor Luciano Aprile (docente di storia e filosofia del Leonardo) che, ricordando le due famigerate esplosioni giapponesi  e facendo riferimento al “pop” di questo evento, ha  lasciato la parola al suo collega, consegnando ai presenti la riflessione che “la scienza non è nulla di diverso dalle altre forme di sapere”.

Non ci sarebbe potuta essere frase più adeguata per riassumere la conferenza che, infatti, è stata un connubio tra storia, scienza, cinematografia, poesia e musica, abilmente armonizzate dal professor Bracciodieta. Con sapiente maestria ha affascinato il vasto pubblico per più di un’ora, con cenni storici sulla produzione della bomba atomica e l’ascolto di brani musicali, ma non solo. In questa colonna sonora spiccavano i Pink Floyd  e John Hall, cantautore ambientalista, autore in particolare del brano “Power”, realizzato a scopo divulgativo per denunciare l’utilizzo dell’energia nucleare, per fini pacifici e non e promuovere un’energia  “verde”.

A concludere la giornata di mercoledì del festival,  ci ha pensato Luca Perri con la conferenza delle ore 17.00 che ha visto l'Auditorium del liceo pieno come non mai.

Argomento della conferenza: i premi Ig Nobel. Ospite:  il ricercatore  e divulgatore scientifico che il cui post sulla scoperta delle onde gravitazionali è divenuto virale, regalandogli una grande notorietà.

Il dottor Perri, che sin da subito ha creato un clima quasi fraterno con i giovani spettatori, ha presentato una carrellata dei più assurdi premi assegnati a  ricerche scientifiche inutili, partendo da quello per lo studio dello scivolone sulla buccia di banana, passando alle simpatiche flatulenze emesse dalle aringhe fino ad approdare allo studio del movimento della coda di cavallo di una ragazza che fa jogging.

Obiettivo dell'astrofisico: far comprendere l'importanza di queste bizzarre ricerche che, se anche in un primo momento hanno come scopo unicamente quello di sedare la curiosità degli scienziati, successivamente si rivelano fondamentali per comprendere maggiormente i fenomeni che ci circondano ed analizzare cose che prima sarebbero risultate inspiegabili. Cruciale la riflessione di quanto sia importante l'investimento nella ricerca di base.

"Non importa se stiamo cercando cose che sembrano inutili. Le ricadute tecnologiche serviranno a tutti".

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