Il consigliere regionbale torna sulle sorti dell'ospedale acquavivese

Chiusura del reparto di Pediatria del Miulli, Zullo: «E' tutto vero!»

«Emiliano - dichiara il consigliere regionale - vada nei consigli comunali a dire la verità»

Attualità
Cassano sabato 10 febbraio 2018
di La Redazione
Ignazio Zullo
Ignazio Zullo © n.c.

Il consigliere regionale Ignazio Zullo torna sul rischio chiusura del reparto di Pediatria dell’ospedale Miulli.

All'allarme lanciato qualche giorno fa avevano risposto i sindacati, che, rassicurati dal governatore Emiliano, avevano smentito la notizia della possibile chiusura del reparto.

Ma per Zullo, invece, è «tutto vero».

Nel frattempo, si è registrata l’iniziativa del consiglio comunale di Acquaviva che ha chiesto al governatore della Puglia e alla dirigenza del Miulli un tavolo di confronto che discuta le sorti del nosocomio acquavivese, punto di riferimento per un territorio vastissimo.

Zullo nella sua nota, nella quale affronta anche il tema dell’impianto di ossicombustione della zona industriale di Bari, non risparmia critiche, in particolare, al governatore Emiliano accusato di “slealtà” nei confronti dei cittadini.

A Emiliano, il consigliere Zullo chiede di andare nei consigli comunali che stanno prendendo posizione in tema di riorganizzazione della sanità in Puglia (tra questi non c’è ancora Cassano) per dire la “verità”.

«Chiusura della Pediatria dell’Ospedale Miulli – scrive oggi Zullo - e inceneritori dei rifiuti della NEWO a Modugno: due casi intrisi di slealtà e di tentativi di non raccontare per filo e per segno la verità ai cittadini facendo torto all’autorevolezza della politica. Sì perché la politica ha sì funzione di governo e quindi l’arduo compito di assumere decisioni anche impopolari ma ha soprattutto il compito di dialogare e rendicontare il perché delle scelte ai cittadini.

Pediatria al Miulli: nei giorni scorsi ho lanciato un grido di allarme su una chiusura che penalizza il nostro territorio rarefatto da reparti di pediatria con la chiusura e mancata conversione degli ospedali limitrofi di Gioia, Santeramo, Grumo, Modugno ed in precedenza altri come Noci, Alberobello. Pronta la smentita di Emiliano in una assemblea sindacale. Purtroppo è tutto vero, Pediatria del Miulli si chiude ed è scritto negli atti deliberati dalla Giunta Regionale presieduta da Emiliano come Presidente e assistita da Emiliano come Assessore alla Sanità.

Inceneritore di Modugno: Decaro non ne sa nulla ma l’ex presidente del Consiglio Comunale di Bari Di Rella lo smentisce con numerose lettere giunte a De Caro per conoscenza, che guarda caso proprio quelle (si difende così De Caro) non è riuscito a leggere come se il suo dirigente non abbia mai avuto un confronto con lui. L’AMIU società del Comune di Bari non sa nulla ma negli atti utili all’erogazione del finanziamento si leggeproprio dell’AMIU come primo grande conferitore di rifiuti per la sopravvivenza dell’inceneritore non solo in termini di materiale utile al funzionamento ma anche ai fini della garanzia della sostenibilità economico-finanziaria dell’iniziativa senza la quale il finanziamento di Puglia Sviluppo non sarebbe mai stato concesso. Emiliano che sa tutto di TAP e di ILVA non sa di Modugno e tutto è stato attribuito alla competenza degli uffici. Ci credete?

Sono due esempi che ledono la credibilità della politica, che la fanno sentire sleale, vigliacca e opportunista nel cuore dei cittadini.

Emiliano e Decaro si presentino nei Consigli Comunali in corso di organizzazione nei vari Comuni e dicano la verità portando con sé gli atti compiuti e motivando le ragioni che li hanno indotti all’adozione degli atti in cui si decide di chiusura della pediatria del Miulli e dell’inceneritore a Modugno.

Abbiano il coraggio che ebbe Fitto quando spiegava alle collettività le scelte compiute in materia sanitaria».

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I commenti degli utenti
  • MICHELE IEZZA ha scritto il 12 febbraio 2018 alle 09:01 :

    Ormai lo hanno capito tutti che il Consigliere Zullo crea soltanto confusione per accaparrarsi qualche voto in piu' alle prossime elezioni. Rispondi a MICHELE IEZZA