Un colpo mortale per il nostro paese

La Maugeri lascia Cassano, trasferimento entro aprile 2019

E' ufficiale: mesi di stallo condannano il nostro paese a perdere definitivamente il centro medico

Attualità
Cassano lunedì 12 marzo 2018
di La Redazione
La sede della fondazione Maugeri a Cassano delle Murge.
La sede della fondazione Maugeri a Cassano delle Murge. © n.c.

È ufficiale: la Maugeri va via.

Lo scorso febbraio è giunta al Comune di Cassano la comunicazione della società a cui fa capo lo storico Centro Medico, che annuncia che lascerà il nostro paese entro aprile del 2019.

Servirebbero a ben poco le iniziative che in questi ultimi giorni sta portando avanti l’amministrazione Di Medio, strombazzate su Facebook, che invece avrebbe dovuto, dopo il via libera della Regione Puglia, quando a settembre dello scorso anno si è chiusa la fase dei pareri ambientali, spingere affinché il procedimento - che va avanti dal 2012 - si chiudesse definitivamente.

Mesi di stallo che, a questo punto, condannano il nostro paese a perdere il Centro Medico.

Anzi, parliamo di anni, considerando che nel 2013 la Di Medio approvò la variante al PRG senza la VAS, la valutazione ambientale strategica: un “errore” a causa del quale si persero altri due anni nell'avvio del procedimento che doveva portare all'ampliamento della struttura, l'unica cosa che avrebbe scongiurato il trasferimento del centro medico; toccò infatti all'amministrazione Lionetti "riadottare" il provvedimento in maniera corretta e rimettere le carte a posto.

La sindaca Di Medio ora vorrebbe far approvare al Comune un “permesso di costruire in deroga” per l’ampliamento della struttura, un secondo procedimento oltre a quello già in essere in Regione che non si è ancora concluso.

Più facile a dirsi che a farsi: un atto, tra l'altro, dal dubbio fondamento.

Nel corso della seduta della terza commissione consiliare che si è tenuta la scorsa settimana, l’ingegnere comunale Domenico Petruzzellis avrebbe fatto notare, infatti, che la concessione del permesso è di competenza dello Sportello Unico delle Attività produttive (essendo quella della Maugeri una attività appunto “non residenziale”) e non del Comune, e per questa ragione avrebbe rilasciato un “parere favorevole condizionato” al permesso di costruire in deroga: praticamente una carta senza valore.

Ma qualunque iniziativa oggi appare più come un tentativo di dimostrare che c’è stato un impegno per scongiurare il trasferimento che un tentativo reale di risolvere il problema.

Il tempo orami sembra scasduto: la “Maugeri”, è questa l’unica certezza, ha deciso di andare via dal nostro paese. Rimane, invece, la cattiva politica.

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