Linguaggio medico e difficoltà di comprensione

Cosa c'è scritto sulla ricetta?

Quando la ricetta diventa incomprensibile per il paziente

Cultura
Cassano sabato 11 novembre 2017
di Francesca L. Straziota
medico e paziente
medico e paziente © blogspot.com

La scrittura medica è di difficile comprensione: questo non è di certo un mistero.

Chiunque, infatti, appena uscito da uno studio medico, tentasse di leggere la posologia di un farmaco indicata sulla ricetta o di comprendere le ragioni che motivano una prescrizione, avvertirebbe la sensazione di essere un pesce fuor d'acqua. Da cosa dipende tutto ciò?

Innazitutto, sottolineiamo che esistono forme di linguaggio differenti, specifiche per ogni settore o disciplina: si tratta del cosiddetto "linguaggio tecnico" che consente di individuare termini specifici atti a ridurre l'uso di espressioni inutili o giri di parole e a determinare o qualificare un evento/fenomeno nel modo più appropriato. Termini tecnici sono necessari e, dunque giustificati (anche se, purtroppo rendono il testo di difficile comprensione per molti "non addetti ai lavori"); tuttavia, spesso i problemi che si generano sarebbero facilmente evitabili: talvolta sono ricorrenti, infatti errori grammaticali, sintattici o ortografici di varia entità. Se consideriamo, infatti le leggerezze o le sviste che spesso si consumano nelle corsie dei nostri ospedali e studi medici, ci rendiamo conto di quanto la tanto odiata grammatica ricopra un ruolo davvero importante anche per favorire la corretta interpretazione delle indicazioni.

Ricordiamo, inoltre che fare attenzione alla calligrafia non sarebbe così tanto difficile: l'articolo 30 del Codice deontologico dei medici impone al medico di rendere il più comprensibile possibile le informazioni relative a diagnosi, prognosi e di "“tenere conto delle sue capacità"(del paziente) di comprensione, al fine di promuoverne la massima adesione alle proposte diagnostico-terapeutiche".

Basterebbe un po' di attenzione in più per favorire l'interazione medico- paziente, all'interno di un ambito di non semplice interpretazione per il paziente, già di per sè.

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