Attualità
04 settembre 2007
Non solo Ligabue, anche Litfiba e Morandi nel suo curriculum.

Capitan Fede, “quando ti si vede non ti si scorda più”

“E io ti sento accanto anche quando ti allontani”: chiacchierando con Capitan Fede Poggipollini.

di Claudio Sottile

“Era ieri, ieri sera, la magia che hai”: parole in musica di Federico Poggipollini, artista a tutto tondo, eccelso chitarrista, ottimo compositore, perfino attore, il classico e famigerato “animale da palcoscenico”, capace di non cadere nella retorica, nemica numero uno degli uomini di spettacolo.

Il suo pregio migliore è il non volersi specchiare nella sua indiscussa bravura, conscio dei propri limiti, inquadrati nel mirino per sorpassarli puntando ad un miglioramento continuo.

Sotto gli occhi severi ma permissivi del suo manager, Max Bonucchi (grazie ancora di tutto), iniziamo a chiacchierare: Fede sconfigge la stanchezza del viaggio e del tour che lo vede protagonista in un sold out continuo, e parliamo, “non so com’è, ma è accaduto, io ero lì, affascinato”, finendo per rispondere noi alle sue domande, incuriosito da alcune nostre parole.

Hai appena inciso la cover de “Il chitarrista”, un pezzo di Ivan Graziani, nel cui video ci sono un sacco di riferimenti sull’alcool: tu poi, però, vieni ad una "Festa della Birra", è appunto un segno o cosa?
«No ma io non sono contro l’alcool, anche perché se tu analizzi il video io ho una maglia della "Jack Daniels" che pubblicizza un whisky.

Io non sono contro l’alcool perché sono un purista, e non voglio che la gente beva. In realtà la cosa che mi sembrava interessante era suonare una canzone che non fosse mia, e cioè una cover, di Ivan Graziani, un omaggio ad Ivan Graziani…

Poi parlando con il figlio Filippo, molto sensibile a queste cose, mi dice "guarda ci sono alcune proposte, tra cui quella di un video", loro vorrebbero togliersi completamente dall’idea di raccontare la storia della canzone.

Vorrebbero fare invece un video tipo "Pubblicità Progresso", indicare dei dati statistici veri, di una zona di Mantova che si chiama La Lunetta, dove ci sono questi ragazzi a rischio che hanno effettivamente un consumo di alcool e di sigarette in maniera esagerata in un’età ancor precoce, quindi sono dati statistici normali.

Il video è stato fatto in due versioni, una coi sottotitoli, la didascalia sotto che raccontava appunto questi dati e l’altra senza: in realtà quando è stato presentato tutte le reti hanno optato per questa versione.

Quindi non è che io ho deciso di raccontare questa cosa, è stata un’idea legata al fatto di avere questa canzone non mia, e non volevamo fare una cosa didascalica, però in realtà mi piace bere, mi piace ubriacarmi in certi momenti, ovvio è che se lo devo fare ubriaco fradicio e devo fare 400 km ormai ho un’età che non lo faccio neanche a morire…quindi bisogna sensibilizzare i ragazzini che non pensano, che sono un po’ incoscienti, è l’età che crea in loro quest’incoscienza ed analizzare la cosa.

Credo di averla fatta perché comunque fa sempre bene e in più è una realtà che io ho vicino, che tutti abbiamo vicino, e che magari ignoriamo ma che esiste
».

La persona che ti ammira in un concerto allo stadio ti vede scatenato, lì ti togli la maglietta, però ascoltando la tua discografia ti discosti molto da questi atteggiamenti, ci sono molte ballate d’amore come “Maela”, di una dolcezza unica, come mai?
«In realtà le canzoni che io ho scritto le ho fatte in un momento, quello del primo anno, perché tu stai analizzando "Maela", dove ero in una situazione abbastanza delicata a livello sentimentale e quindi il mio trasporto era comunque notturno.

Soprattutto ero in una casa, che non era casa mia, ero ospite, appunto la casa di "Via Zamboni, 59" dove io ho raccolto queste canzoni scritte veramente in pochissimo tempo, avevo delle idee qua e là, erano tutti messaggi e situazioni non creati con la band, le ho create cercando di liberarle da qualcosa che avevo.

Già nel disco dopo "Nella fretta dimentico’" questa cosa c’è, ma in maniera meno esagerata; questo disco, che è il terzo, ha l’irruenza di come questa persona può vedermi appunto nello stadio scatenato, ho proprio mirato su quel tipo di suono li, che è quello più energico».


Prima, riguardo l’alcool hai detto di avere una certa età, però dai sei ancora un giovincello…comunque come ti vedi a quarant’anni visto che ci sei?
«No non ci sono ancora… (ride)».

Come no, tra un po’ sei “anta”…
«Sì tra un pò dai…».

Allora come ti vedi dal punto di vista artistico?
«Artistico mi vedo una merda…(ride)».

Dai non ci smontare…
«Nel senso che porto avanti le mie cose con molta passione, come ho sempre fatto nello stesso modo, sennò non lo farei, ho avuto tantissime soddisfazioni e continuo ad averle, però non mi sento ancora riconosciuto come cantautore.

Che poi cantautore…come musicista che canta, perché io non sono un cantautore, anzi mi tengo lontano da questa forma di cantautorato, sono completamente diverso».

Però ammettilo al Campovolo ti sentivi un Dio!
«No ma io mi sento un Dio in tutte le situazioni…Un Dio perché mi sento di poter dare delle cose e mi sento molto bene sul palcoscenico, divento davvero diverso».

Infatti, come c’è scritto nel libro del Liga, volevi primeggiare fin dalla recita all’asilo…
«Esatto!Si diciamo che l’egocentrismo ha sempre fatto parte di me!».

Qualche parola sulla tua esperienza di attore…Grande la tua battuta nel film di Luciano “Da zero a dieci”: «Siam venuti a giocare a golf? Dai prendi il ferro!».
«E’ stata un’esperienza molto tranquilla, mi è capitato anche di fare altre cose, magari non cosi famose, ma dei cortometraggi dove mi sono sentito preso, perché è una cosa che mi piace, però da lì a dire voglio fare l’attore no».

Proviamo a fare questo gioco, ti sottopongo otto chitarristi viventi, facciamo il "gioco della torre", vediamo chi vince, ok?
«Dai!».

Tra The Edge e Paco De Lucia?
«The Edge».

Tra Gilmour e Frusciante?

«Sai che mi piacciono entrambi molto ….salvo Gilmour».

Tra Santana e Page?
«Salviamo Page».

Clapton e Impellitteri?

«Clapton».

Ok…allora tra The Edge e Gilmour?
«Ma che roba (ride)…mi stai facendo fare una roba… perché sono molto diversi…Gilmour».

Tra Page e Clapton?

«Clapton».

Ora la finalissima, tra Gilmour e Clapton "the winner is"?
«Gilmour».

Fede com’è prestare il volto ad un videogioco?
«E’ stata un’esperienza interessante, perché comunque è partita dall’Inghilterra che ha scelto me come personaggio adatto per pubblicizzare questo gioco che si chiama "Guitar Hero 2", è molto carino, non è un esercizio da chitarrista, ma è molto carino.

In America c’era Dave Navarro che pubblicizzava la cosa ed ha venduto una quantità di copie pazzesca, e quindi chiedendomi questa cosa mi sono sentito onorato.

Poi dall’altro canto, ho detto è una cosa davvero fatta bene, perché comunque le canzoni che sono all’interno sono veramente originali.

Per cedere queste canzoni gli Ac Dc, i Foo Fighters che hanno prestato le loro canzoni estrapolando le parti chitarristiche, vuol dire che è una cosa molto apprezzata.

Io mi sono sentito non in un gioco da ridere, ma in un gioco serio. Certo è un gioco, ho solo cercato di entrarci in una sorta di promozione, poi comunque c’è una versione italiana dove ci sono delle mie canzoni e a quel punto è una sorta di scambio che tra me e loro».

Sei diverso artisticamente dal giorno in cui hai registrato con il Liga “Dio è morto”, quella sorta di provino?

«Sei molto informato…Sei molto informato…beh sicuramente sono cambiato, anche se "Dio è morto" è una canzone fatta molto di getto, però ho una bella sensazione di quella canzone, anche se sì veramente è stato una sorta di provino è vero, però è affascinante.

Quelle poche volte che mi capita di ascoltarla l’ascolto volentieri. C’è venuta questa idea…poi ho fatto un "solo’" proprio lanciato, l’abbiamo fatta in trio…Luciano canta e basta, io, Rigo e Robby, abbiamo fatto un provino e abbiamo detto buttiamola giù».

“Non cambiare niente di quello che sei” canta Fede, ma siamo noi stavolta a dedicargli questa frase, anche perché “nella fretta non hai dimenticato” di farci emozionare.

Capitano, “nella fretta ricordo solo pochi momenti passati davanti la luce notturna”, quelli passati in una notte cassanese di fine estate trasformata in un grande “angolo dei sogni” con le tue parole.

E le tue note.

22 commenti per questo articolo
postato da duce
05 agosto 2010 @ 17.08
un appunto. nel gioco della torre, perkè non inserire SLASH? quello è un dio della chitarra!
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postato da Sportelli
27 gennaio 2008 @ 10.01
Io ho iniziato ad ascoltare buona musica con Liga ma crescendo mi sono accorto crescendo che è un gran pirla e che gli unici cd che si salvano sono solo i primi. Fede alla fine è un chitarrista come tanti altri niete di SPECIALE
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postato da Ste85
18 settembre 2007 @ 15.09
Mi piace un saco la descrizione iniziale su Fede e le risp alle tue domande sembra ke l'abbiamo divertito :) Bella intervista xkè nn è noiosa soprattutto la prima domanda sulla birra ahahaha E' stata davvero una bellissima serta..io ke c'ero posso dirlo..bravi anche ai Condotto.. Stè
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“Non cambiare niente di quello che sei” canta Fede, ma siamo noi stavolta a dedicargli questa frase, anche perché “nella fretta non hai dimenticato” di farci emozionare.
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