di Marialuisa Caricato
Si è tenuta Sabato mattina l'intitolazione dell parco giochi in zona Sacro Cuore ai “Martiri delle Foibe e degli esuli giuliani, istriani e dalmati”.
Una manifestazione sentita e fortemente voluta dall’amministrazione comunale, alla quale hanno partecipato degli esponenti del gruppo di minoranza “Nuova Idea Domani”, il Comandante dei Carabinieri di Cassano Maldarizzi, il Capitano della Polizia Municipale Petruzzellis, il Tenente dell’Esercito Italiano Gianfabio Colella, il Comandante della Polizia Stradale di Gioia del Colle Fillippo Giampietro, il Comandante della Polizia Stradale di Matera e provincia il cassanese Antonio Fatiguso.
Rilevante la rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche, l’Associazione Marinai d’Italia, la Guardia D’Onore di Casa Savoia, l’Associazione Alpini. Era presente anche una piccola delegazione del Liceo “Leonardo” e della Scuola Media “V. Ruffo”.
A sostenere questa iniziativa anche il vicesindaco di Bitonto Domenico Damascelli, il consigliere comunale di Bari Marcello Gemmato e alcune associazioni giovanili, cassanesi e non, come “Azione Giovani” e “Giovane Italia”.
Come da programma, alle dieci il folto corteo è partito dalla Piazza Aldo Moro, diretto dall’alpino, nostro concittadino, Franco Casamassima, per dirigersi in Piazza Dante al Monumento dei Caduti e rendervi omaggio. Ci si è poi spostati in zona Sacro Cuore, dove è stato benedetto il Parco Giochi, e dove, Don Nunzio, ha celebrato la Santa Messa in onore di quei martiri che, nel lontano 1945, sono stati trucidati dalla ferocia umana.
Troppe sterili polemiche sono state legate a questo momento. Piuttosto che elogiare un gesto simile, si è pensato a criticare, a voler per forza trovare qualcosa di negativo in questa manifestazione, fatta “solo” per ricordare un momento storico, per troppo tempo dimenticato o, peggio, tenuto nascosto.
Finita la celebrazione, è stato l’alpino Franco Casamassima ad aprire i diversi interventi della giornata. Lui, in particolare, ha raccontato cosa sono le foibe e cosa è successo ai tanti italiani uccisi o scappati in quel periodo.
È stata poi la volta del Sindaco Di Medio, che ha spiegato il perché di questa scelta, il perché di un parco giochi, luogo di divertimento e gioia, associato ad immagini tanto crude e truci, «perché è nei bambini che deve rifiorire il ricordo di quei tristi momenti, perché i genitori dovranno spiegare ai loro figli cosa sono le Foibe, e così la memoria non sarà cancellata».
Ha preso poi la parola l’emozionata Pierpaola Sapienza che, quasi con le lacrime agli occhi, ha ringraziato tutti per la presenza in un giorno così importante per il suo Paese, un giorno tanto atteso dallo stesso assessore. Ha passato la parola ad Alberto Montedoro, rappresentate di un gruppo di giovani che hanno voluto fortemente quest’intitolazione, necessaria per non dimenticare e per riscrivere un pezzo di storia rimasta troppo a lungo dimenticata.
È toccato all’esule Livio Cian di Fiume, raccontare la sua storia, cosa ha dovuto subire, lui come tantissimi altri italiani, del perché non è più tornato nella sua città di nascita, «lì non sventola più il tricolore da 36 anni», ha dichiarato.
E leggendo, commosso, la preghiera di un esule il giorno prima della sua morte, ha concluso la manifestazione.