Il Santuario-Convento “Santa Maria degli Angeli”

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di
vistaSez

La scoperta dell’immagine della “Madonna degli Angeli”, affrescata su una parete della grotta naturale posta sulla Murgia di Cassano, avvenne nel 1290, dopo le tre visioni rivelatrici di un sacerdote cassanese. Questa scoperta aveva attirato l’attenzione non solo degli abitanti del posto ma anche di numerosi pellegrini provenienti da parti diverse, che si sono precipitati sul colle per vedere l’immagine della Madonna. Fu subito eretta una Chiesa e alcune celle che ospitarono i primi assistenti del luogo sacro: i Francescani Minori dell’Osservanza, che, nel 1598, furono sostituiti dagli “Alcantarini”.
L’Immagine Sacra era stata nascosta nell’antica grotta a causa delle persecuzioni del 717-741 di Leone iii, detto l’Iconoclasta.

Il 29 maggio 1469, con l’autorizzazione di SS. Papa Paolo ii, dopo due secoli dal ritrovamento, fu costruito il nuovo Convento, grazie alle donazioni di alcuni cassanesi, Bartolomeo Cimbrone e Sac. Don Domenico De Consulibus e le oblazioni del feudatario di Cassano, Giulio Antonio Orsini-Acquaviva, Duca d’Atri.
Col passare del tempo, però, la grotta fu abbandonata, e da essere luogo di culto e meta di numerosi pellegrinaggi, divenne una cisterna d’acqua, al punto che l’affresco della Madonna dipinto sulle sue pareti fu dimenticato e si credette a lungo che questa fosse una storia immaginaria.

L’effigie della “Madonna degli Angeli”, che all’epoca si venerava, era costituita da una piccola statua di legno, oggi situata in cima all’altare del Crocifisso. La nuova statua, tuttora venerata, fu realizzata nel 1829, scendendo dal colle per la prima processione in paese del 2 agosto 1830, col permesso di S.E. l’Arcivescovo Mons. Michele Basilio Clary e dal Sindaco Avv. Domenico Angelo Miani. A posteriori, la processione in paese fu autorizzata con la Bolla Arcivescovile del 16 ottobre 1830.

Il 19 maggio 1855 l’Immagine Sacra, ormai dimenticata e abbandonata nella grotta, venne riportata alla luce, dopo che la “Madonna degli Angeli” apparve in sogno a due donne e ad un sacerdote, tutti cassanesi. Il rinvenimento fu effettuato da Padre Domenico da Cassano e Fra Michele da Bari, sotto la guida di Padre Daniele da Valenzano, Ministro Provinciale dei “Padri Riformati di San Nicola di Bari”. Il ritrovamento fu festeggiato il giorno dopo, il 20 maggio, con un corteo guidato dall’Arciprete Don Raffaele Turitto, il Primicerio Don Giovanni Gentile e il Capitolo di 16 Sacerdoti, che donarono alla Madonna la “Corona d’Argento”.

In memoria della seconda apparizione, ogni terza domenica di maggio si festeggia la “Madonn’ d’ Basce”. Il quadro che riproduce l’immagine della “Madonna della Grotta” viene portato in processione dalla Chiesa di San Giuseppe al Convento, accompagnato da carri allestiti a festa, carichi di “panedd”, che vengono benedette e distribuite a tutti i fedeli, come devozione alla “Patrona” e contro le avversità.

Nel 1866, in seguito all’espropriazione dei beni ecclesiastici da parte dello Stato, il Convento divenne bene demaniale e, con leggi successive, patrimonio del Comune di Cassano Murge. Così, i padri Religiosi Francescani rimasti furono costretti a lasciare il Convento, che cadde in un profondo declino, anche se la dedizione alla Madonna degli Angeli non è mai venuta a mancare.

A partire dal 2 agosto del 1924 è stato inserito un nuovo rito nei festeggiamenti in onore della Santa Protettrice dei cassanesi: la suggestiva “Consegna delle Chiavi d’Argento della Città” alla Vergine SS. da parte del Sindaco, dopo la benedizione delle stesse fatta dal Parroco della Chiesa Matrice.
Il 21 luglio 1935 i Padri Agostiniani presero in mano le redini del Convento, dando luce e vita, ancora una volta, al Santuario. Venne così costruito l’istituto adiacente il Convento, Centro di Studi Teologici prima, importante Centro di Spiritualità in seguito.

Esterno del Convento
La facciata settecentesca, cuspidata, è aperta al centro da una finestra centinata. Il portale è sormontato da un arco a sesto acuto nella cui lunetta c’è un bassorilievo della Madonna degli Angeli. A ridosso della fiancata sinistra si erge la costruzione del “Cappellone del Crocifisso” nella cui parete è incastonato un bassorilievo in pietra, che raffigura l’Eterno benedicente, che regge con la sinistra il globo. Sulla destra c’è l’accesso al Convento, cui si giunge attraverso il Chiostro quattro-cinquecentesco. Ancora sulla destra, c’è l’edificio costruito dai Religiosi Agostiniani nel 1937 per opere sociali.

L’interno
La navata centrale: è come un corridoio (23,20 x 5,25 mt) con volta a botte e pareti nude. Sulla sinistra c’è un altro corridoio che forma la navata laterale con in fondo il presepe e il vano del “Cappellone del Crocifisso”. A fianco del presbiterio ci sono le rampe di accesso alla grotta, cui si arriva passando attraverso un sacrario di pregevoli marmi, in ricordo dei Caduti di guerra di Cassano.
La navata laterale: è un corridoio (10,00 x 3,10 mt) con volta bassa ed archi. Sullo sfondo c’è il presepe, sul lato sinistro gli altari di S. Rita e S. Agostino e all’ingresso il “Cappellone del Crocifisso”.
Cappellone del Crocifisso: è un vano quadrato (9,15 x 8,70 mt), formato da quattro grandi archi col cornicione, su cui è strutturata la volta a padiglione.

Le principali opere d’arte
La Chiesa e il Convento, per la ricchezza di opere d’arte che hanno, costituiscono un piccolo forziere ricco di materiale prezioso. Questo è dovuto alla cura e al fervore dei Figli di Francesco che hanno arricchito il Santuario di opere così importanti. Un’operosità che ha arricchito il “luogo sacro”, ma che, di contro, ha lasciato nell’anonimato quasi tutti gli autori. Sono opere di notevole lavoro che esprimono d’impatto la bravura degli autori, anche se la loro identità è ignota.

  • Porta d’ingresso: costituita da due ante delimitate da fini lesone poggiate su un alto zoccolo e con capitelli scolpiti e divisi in riquadri; in essi sono presenti vasetti preziosi e finemente dipinti con motivi nastriformi. È stata restaurata nel marzo del 2002, ma è opera di una bottega locale del xviii secolo.
  • Pulpito: nel riquadro centrale sono rappresentati simboli Eucaristici e riquadri con motivi floreali. Questi si ripetono anche nella zona inferiore alternati da grosse foglie di acanto che fungono da sostegno alle colonnine; sulle facce laterali si ripetono gli stessi ornamenti. È stato restaurato anche questo nel 2002, però a maggio, ed è lavoro di un ignoto intagliatore locale del xvi secolo.
  • Crocifisso ligneo: del xiv – xv secolo.
  • Sette piccole sculture in legno: raffiguranti rispettivamente la Madonna col Bambino, quattro busti di Santi Martiri e due Ostensori, tutte collocate nelle nicchie della “macchia lignea” del Crocifisso ed attribuite ad ignoto intagliatore del ‘500.
  • Artistico tabernacolo in legno: è un’opera di Fra’ Giuseppe da Soleto, della prima metà del xvii secolo.
  • Tela di “Sant’Antonio da Padova”: opera di Fra’ Francesco da Martina Franca, dei primi decenni del ‘600.
  • Tela “Dell’Immacolata”: opera del suddetto Fra’ Francesco da Martina Franca, con la partecipazione di Fra’ Giacomo da San Vito dei Normanni.
  • Pala San Francesco: dipinto a tempera nella seconda metà del xv secolo.
  • Dipinto con tre santi: Zenone, Lorenzo e Nicola di Bari.
  • “Madonna del silenzio”: opera del xvii secolo, attribuita a Fra’ Giacomo da San Vito dei Normanni.
  • “Polittico di sei scomparti”: su tavola con Madonna delle Grazie ed altri cinque Santi (custodito presso la Pinacoteca Provinciale di Bari), di fine ‘400 e inizio ‘500, attribuito a Cristoforo da Lendinara o ad un pittore pugliese denominato ZT.

Confessionali
Sono tre, tutti dello stesso stile e dalle stesse caratteristiche. In riquadri geometrici, nella parte inferiore, sono raffigurati motivi floreali appena leggibili, ai lati e sulla sommità anse e volute. Sono di un ignoto intagliatore del xvi secolo.

Presepe
È situato in fondo alla navata laterale. È un’opera realizzata tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500, ed è attribuita a Paolo da Cassano. Al centro, la Grotta con la Sacra Famiglia è occupata da statue multicolori: la Madonna e S. Giuseppe, inginocchiati in adorazione, il Bambino Gesù, adagiato su un cuscino, il bue e l’asino. Tutt’intorno statue di magi e pastori, mentre sulle pareti ci sono affreschi non più visibili e decifrabili.

Dipinto della vergine degli angeli (nella Grotta)
È l’immagine della Vergine che ha dato vita e dà significato a tutta la struttura.
Rinvenuto in questa grotta per ben due volte, nel xiii secolo e nel 1855, è diventato luogo di pellegrinaggio per la devozione a Maria. Il suo nome (Madonna degli Angeli) è dovuto agli Angeli che circondano il viso di Madonna e alla presenza di Frati Minori, i Francescani, come primi custodi della Grotta e del Santuario. La Vergine ha la testa inclinata e appoggiata al Bambino Gesù, che è raffigurato di profilo.
Le sue origini sono incerte: secondo alcuni specialisti risale ai primi secoli del cristianesimo, probabilmente prima di Costantino perché sulla corona non c’è la croce; altri presumono che risalga all’epoca dei Brasiliani, quindi al periodo della persecuzione di Leone iii Isaurico.

Il chiostro
Uscendo dalla Chiesa, subito a sinistra, una scalinata porta all’ingresso del Convento cui si accede tramite la portineria e un bellissimo Chiostro. Questo Chiostro, con stile francescano, dagli archi bassi e a sesto acuto, risale alla fondazione del Convento, anche se è stato risistemato nel tempo. È circondato da affreschi raffiguranti la vita di San Francesco che risalgono alla prima metà del ‘700.

Il faro
È situato in fondo al viale nel giardino del Convento. Nel 1954, in memoria dell’anno mariano, la Comunità Agostiniana costruì un faro, per indicare a tutti la presenza di Maria, Faro che illumina il cammino del pellegrino verso Dio.

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