La foresta “Mercadante”

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di
vistaSez

La foresta nasce, oltre settant’anni fa, con funzione di difesa verso Bari, vittima di ricorrenti straripamenti alluvionali.
Questo accadeva perché ad ovest di Bari c’era la foce del torrente Picone che si impantanava nell’area tra il capoluogo e la piccola penisola di San Cataldo, e agli inizi del ‘500 Isabella Sforza –d’Aragona, duchessa di Bari, cercò senza fortuna di bonificare, facendo aprire inutili sbocchi sul mare.

Il torrente toccava i paesi di Cassano, Sannicandro, Bitritto, Carbonara e Bari, mentre la sua foce era inserita nel centro dell’insenatura tra Bari e San Cataldo, dove terminava il muro della cinta daziaria innalzalo dopo il 1868, all’inizio della via Nazionale per Foggia e Napoli.

Il letto, ormai scomparso a causa dello sviluppo edilizio, lungo circa 35 km, è formato da una schiera in successione di lame scavate nella nuda pietra, peraltro pregne di produttivi vigneti.
E la duchessa Sforza, che aveva tentato di bonificare l‘area, entrò piuttosto nella storia a causa della piena del 1567, che prese il nome di “Marisabella”, la quale spazzò via tutti i tentativi di argine.

Ma la furia delle acque non si limitò a quell'episodio, basti ricordare l’alluvione del febbraio 1905, che provocò a Bari 18 morti, evento che si ripetette nel settembre dello stesso anno. Ma fu l’alluvione del 6 novembre e1926 a provocare danni incalcolabili, sotterrando sotto 60 cm di fango e detriti la zona sud occidentale di Bari, causando 19 morti e oltre 50 feriti.

Fu la cattedra di agricoltura di Bari e l’ispettorato agrario, d’intesa con il comando del corpo forestale, che attuò l’esproprio con regio decreto del 30 dicembre 1926 n. 3287 dal titolo “provvedimenti da adottare per il bacino del torrente Picone, in dipendenza dell’alluvione dell’abitato e nella provincia di Bari, confinante a nord con la provinciale Cassano-Altamura, ad est con la località “Femmina Morta”, ad ovest con quelle di “Chiummo” e “Monsignore”.

Mercadante si espande in maggior parte in territorio cassanese ed in minor parte in quello di Altamura, e con i suoi 1300 ettari è la foresta più estesa tra quelle create nella provincia di Bari.

L’intitolazione della foresta è dovuta al nome dell’area più ricca espropriata all’avv.Giuseppe Mininni, denominata appunto Mercadante.

I pini impiantati sono i pini alensis, pinea maritimi, cipressi, piramidalis ed horizontalis, leccio (roverella al quercis ilex), fragno ( pseudosuber), quercia (spinosa), cedrus atlantcus, olmi, robinia, frassino, ormello, bagolaro, eucalipti.

Gli alberi più vecchi raggiungono anche i 60 anni, considerando che i primi piantati andarono distrutti in incendi etichettati all’epoca come “accidentali”.

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