Il fatto

Scorie nucleari, arriva la mappa delle aree scelte per i depositi

La CNAI per ora è riservata, ma sarebbe la sintesi della mappatura precedente: tra le zone idonee individuate c'è la Murgia, tra Altamura e Matera

Attualità
Cassano giovedì 17 marzo 2022
di La Redazione
Deposito di scorie nucleari
Deposito di scorie nucleari © n.d.

Sogin, la spa pubblica che si occupa della dismissione nucleare in Italia, ha trasmesso al Ministero della Transizione Ecologica la proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI) ad ospitare il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico. La CNAI per ora è riservata, ma secondo il Sole 24 Ore sarebbe la sintesi della mappatura precedente: tra le zone idonee individuate c'è la Murgia, tra Altamura e Matera. La mappa è stata elaborata da Sogin sulla base degli esiti della più grande consultazione pubblica finora svolta in Italia su un’infrastruttura strategica per il Paese, avviata il 5 gennaio 2021 con la pubblicazione della proposta di Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee e conclusa il 14 gennaio scorso.  La consultazione, a cui hanno partecipato centinaia di soggetti direttamente interessati al progetto, si è articolata in tre fasi. Nella prima, durata sei mesi fino al 5 luglio 2021, Sogin ha raccolto oltre 300 osservazioni e proposte tecniche pervenute sulla CNAPI e sul progetto del Deposito Nazionale, da parte dei diversi soggetti interessati. A questa fase è seguito il Seminario Nazionale, svolto dal 7 settembre al 24 novembre 2021 e concluso il 15 dicembre 2021 con la pubblicazione degli Atti conclusivi. I lavori del Seminario si sono articolati in nove incontri, tutti trasmessi in diretta streaming. Oltre alle sedute plenarie di apertura e chiusura si sono tenute sette sessioni di lavoro, una nazionale e sei territoriali, che hanno interessato le regioni coinvolte dalla CNAPI: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia e Basilicata, Sicilia, Sardegna. Oltre 160 i partecipanti al Seminario, che ha visto gli interventi dei rappresentanti di Istituzioni ed Enti nazionali e locali, associazioni, comitati e singoli cittadini. Concluso il Seminario si è, quindi, tenuta nei 30 giorni successivi, una seconda fase di consultazione pubblica durante la quale i soggetti portatori di interesse hanno potuto presentare ulteriori osservazioni e proposte tecniche anche alla luce dei lavori svolti durante il Seminario Nazionale. La proposta di CNAI che Sogin ha trasmesso al Ministero della Transizione Ecologica è stata dunque predisposta sulla base delle oltre 600 tra domande, osservazioni e proposte, per un totale di oltre 25.000 pagine costituite da atti, documenti, studi, relazioni tecniche e cartografie, complessivamente presentate nel corso di un anno a seguito della pubblicazione della CNAPI. La norma prevede ora che il Ministero della Transizione Ecologica, acquisito il parere tecnico dell’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN), approvi con proprio decreto la Carta, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. La mappa verrà, quindi, pubblicata sui siti internet di Sogin, dei due Ministeri e dell’ISIN. La pubblicazione della CNAI avvierà quindi la fase di concertazione finalizzata a raccogliere le manifestazioni di interesse, non vincolanti, a proseguire il percorso partecipato da parte delle Regioni e degli Enti locali nei cui territori ricadono le aree idonee, con l’obiettivo di arrivare a una decisione condivisa del sito nel quale realizzare il Deposito Nazionale. La Puglia ha ribadito e motivato più volte la propria opposizione alla scelta di individuare l’Alta Murgia come possibile sito per lo smaltimento di rifiuti nucleari. In particolare, il Parco dell'Alta Murgia nelle sue osservazioni per motivare il no al deposito ai margini dell'area protetta ha rimarcato la presenza di habitat, specie animali e vegetali di rilievo conservazionistico, zone umide e siti Natura 2000, da tenere alla larga dallo stoccaggio di scorie nucleari. Il riferimento è in primis alla candidatura a Geoparco UNESCO, ufficializzatasi il 29 novembre scorso da parte del Comitato Nazionale Italiano Geoparchi Mondiali Unesco. Un ulteriore freno al deposito secondo l'ente parco sarebbe l'approvazione da parte della Regione della perimetrazione delle Aree Contigue, uno strumento di tutela previsto dalla Legge quadro sulle aree protette, che oltre a valorizzare sul piano ambientale, geologico ed economico le aree limitrofe al Parco, include i territori di Laterza, Acquaviva delle Fonti e i centri urbani dei comuni del Parco esclusi dal suo perimetro. A sostegno del no allo smaltimento nucleare c'è anche la sinergia tra il Parco Nazionale dell'Alta Murgia e il Parco della Murgia Materana, che già da tempo collaborano per la pianificazione coordinata delle aree gestite, allo scopo di integrare in un “sistema delle gravine” le componenti naturali, culturali ed etno-antropologiche dei due territori, tutelando habitat e specie di importanza conservazionistica a livello nazionale e comunitario. La volontà è di sottoscrivere a breve un protocollo d'intesa tra i due enti, che coinvolga anche la Provincia di Taranto. «Sono nero su bianco - ha dichiarato Francesco Tarantini, presidente PNAM – tutti i motivi per cui l’area delle Murge non è tra quelle idonee a “custodire” rifiuti radioattivi, ma specie animali e vegetali protette, bellezze naturali di elevato pregio e un patrimonio geologico che aspira al riconoscimento UNESCO. Con la perimetrazione delle Aree Contigue e la candidatura ufficiale a Geoparco abbiamo in mano due carte potenzialmente vincenti per allontanare un’ipotesi assurda che penalizzerebbe l’economia del territorio».

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