L'evento

“Croce e Fisarmonica - se passi da casa mia fermati”, a Cassano lo spettacolo su don Tonino

Una parrocchia in festa ricordando il grande sacerdote salentino, profeta di giustizia e pace. Lo spettacolo in scena a "Santa Maria delle Grazie", in occasione della festa dell'8 settembre

Attualità
Cassano venerdì 07 settembre 2018
di La Redazione
La locandina dello spettacolo
La locandina dello spettacolo "Croce e Fisarmonica" © n.c.

Una parrocchia in festa ricordando il grande don Tonino Bello, profeta della pace del nostro tempo.

Un evento da mettere assolutamente in agenda.

In occasione della ricorrenza della Madonna delle Grazie, sabato 8 settembre, alle ore 21:30, presso la “chiesa nuova” si terrà lo spettacolo teatrale “Croce e Fisarmonica - se passi da casa mia fermati”, dedicato al sacerdote salentino don Tonino Bello, scritto da Carlo Bruni ed Enrico Messina.

«Banalizzando – si legge nella scheda di presentazione dello spettacolo -, si usa contrapporre alla felicità il dolore, ma se un uomo, morso violentemente da un cancro, decide, nel dicembre del ’92, di partire per Sarajevo per invocare il primato della pace, proprio sulla soglia tragica di una guerra, sta soffrendo o gioisce?

Antonio Bello è stato vescovo e presidente nazionale di Pax Christi.

Nato ad Alessano (Le) nel 1935, è morto a cinquantotto anni, nell’aprile del ’93, a Molfetta, in episcopio. Nella sua casa natale, fra molti ricordi, regali, testimonianze d’affetto, c’è il disegno di una bambina delle elementari che lo ritrae, in piedi, su di una fragile e variopinta barchetta a vela, braccia larghe e mani che tengono rispettivamente una croce ed una fisarmonica. Prediligendo il potere dei segni ai segni del potere, don Tonino Bello ha esercitato il suo mandato coniugando uno straordinario rigore evangelico, con un anticonformismo capace di spiazzare i più arditi rivoluzionari; associando a una fede profonda, una laicità che a molti, ancora oggi, sembrerebbe paradossale per un prete: tenendo insieme croce e fisarmonica.

E’ difficile trovare qualcuno dalle nostre parti, con più di trent’anni, che non abbia un episodio da raccontare, una testimonianza del proprio rapporto con questo pastore salentino. Ma il nostro lavoro non tenta una sintesi di quel ricchissimo patrimonio, non costruisce un reliquiario, per quanto venerabile, in cui esporlo. Vuole piuttosto ricavare l’impronta di un passaggio, perché, per quanto profonda, non rischi d’essere cancellata dal folklore o allontanata da una meritata santificazione. Questo lavoro tenta di esercitare una fede “laica” nell’uomo, attraverso la ricostruzione mitica della figura di un religioso.

Talvolta si attribuisce al mito un senso d’irrealtà, addirittura di falsità, mentre nella tradizione classica il mito rappresenta un punto elevato di sintesi: un punto di riferimento capace di favorire coesione sociale, culturale, etica; di definire un orizzonte comune.

Ecco: il nostro è il racconto di un mito. Il sud, la fede, l’impegno sociale, riformatore, pacifista, sono coordinate di una rotta che percorriamo con la cadenza di una ballata, perché questa storia ci resti dentro come una buona canzone.

A Pax Christi e in particolare ad alcuni suoi animatori, è dovuto l’inizio del viaggio che ha messo insieme identità artistiche, competenze e linguaggi diversi, alimentando quest’opera teatrale, un medio metraggio (l’Anima attesa di Edoardo Winspeare) e le musiche destinate ad entrambi”.

CROCE E FISARMONICA SE PASSI DA CASA MIA: FERMATI racconto teatrale di Carlo Bruni ed Enrico Messina dedicato a don Tonino Bello con Enrico Messina, Mirko Lodedo; regia Carlo Bruni; musiche originali Mirko Lodedo; coordinamento tecnico Francesco Dignitoso; organizzazione Massimo Momoli; amministrazione Domenica Ligorio;

Una produzione di ARMAMAXA teatro in coproduzione con Centro DIAGHILEV

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