Il fatto

Il "cambiamento"? Tornare indietro di 50 anni su mobilità sostenibile e centri storici

Dura critica delle associazioni - tra cui Fiab Bari Ruotalibera - alla modifica al Codice della Strada introdotta dalla Legge di Stabilità che consente la circolazione delle auto nelle aree pedonali e nelle ZTL

Attualità
Cassano sabato 05 gennaio 2019
di La Redazione
Luigi Di Maio
Luigi Di Maio © nc

Durissima critica viene espressa dal mondo della associazioni ambientaliste e della mobilità sostenibile alla modifica introdotta dal governo al Codice della Strada con l'ultima manovra di bilancio.

«Nella Legge di stabilità appena approvata - si legge in una nota comune di diverse sigle del Terzo Settore -, il Governo attuale, che si definisce “del cambiamento”, ha inserito una modifica pericolosa al Codice della Strada: si tratta di una norma, il comma 103, che obbliga i Comuni a consentire “in ogni caso” a tutte le auto elettriche e ibride la circolazione nelle aree pedonali e nelle ZTL. A nostro parere, questo intervento è una mostruosità che riporta indietro il Paese di almeno 50 anni, cancellando con due righe improvvisate i risultati raggiunti in decenni su mobilità sostenibile e tutela di piazze e strade delle città italiane, a danno di abitanti, commercianti, turisti e monumenti, alla faccia anche della sicurezza delle persone. Immaginate piazza del Popolo a Roma o piazza del Plebiscito a Napoli, o piazza del Duomo a Milano, o via Maqueda a Palermo, percorse incessantemente da autovetture. Pensate ai centri storici medioevali di Bologna o Firenze, protetti da ZTL già a maglie troppo larghe, invasi dal traffico e parcheggio selvaggio di altre migliaia di macchine in più. E' questo il cambiamento? E' davvero il ritorno al passato della motorizzazione che occupa ogni spazio urbano l'unica direzione che si intende prendere per mostrare la “novità”? Dov’è finito l’impegno alla “dieta del traffico”, ossia a togliere auto dalle città per renderle di nuovo vivibili e sicure, sottoscritto da tanti candidati, compreso il vicepremier Di Maio, in campagna elettorale? Noi siamo convinti che questa norma debba essere cancellata immediatamente, e insieme dovrebbe essere previsto un comma di scuse alla collettività per aver anche solo pensato un orrore del genere. Lo chiediamo con forza e ci aspettiamo rapidità nella correzione.

Le associazioni firmatarie dell'appello sono FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Legambiente/Legambici, Alleanza Mobilità Dolce, Kyoto Club, Associazione Salvaiciclisti Bologna, Associazione Salvaiciclisti Roma, Associazione Bike Pride Fiab Torino Bikeitalia.it, Genitori Antismog, Greenpeace.

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