Alimentazione e salute

Al via da lunedì il programma "Latte nelle scuole"

Cinque masserie didattiche, 1356 alunni, 67 insegnanti, 19 istituti scolastici

Attualità
Cassano domenica 12 maggio 2019
di La Redazione
Latte
Latte © n.c.

Partirà il prossimo 13 maggio nelle province Bari e Bat il Programma 2018-2019 "Latte nelle scuole", campagna di informazione destinata agli alunni della scuola primaria, per promuovere ed educare al corretto consumo di latte e prodotti derivati, all’interno delle sane abitudini alimentari.

Cinque masserie didattiche (Andria, Altamura, Toritto), 1356 alunni, 67 insegnanti, 19 istituti scolastici (tra cui il San Giovanni Bosco di Bari) fino al 3 giugno parteciperanno all'iniziativa finanziata dall'Unione Europea, realizzata dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e organizzata a livello territoriale dalla Camera di Commercio di Bari.

«E' un programma che riveste un ruolo di rilevante importanza economica e sociale - spiega il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi - perché ha l’obiettivo di fronteggiare il notevole calo della domanda e del consumo di uno degli alimenti più completi, che non andrebbe escluso dall'alimentazione se non in presenza di intolleranze conclamate. Parliamo del 16 % in meno negli ultimi quattro anni, con inevitabili conseguenze negative per le imprese e per i lavoratori della filiera lattiero-casearia, una delle più importanti del nostro paese e che in terra di Bari vanta aziende d'eccellenza».

"Latte nelle scuole" si svolge in tutta Europa e si concretizza in visite didattiche nelle masserie,nella distribuzione di alcuni prodotti lattiero-caseari agli studenti, unitamente ad attività di informazione sui prodotti stessi e di sensibilizzazione su una corretta alimentazione.

«In Italia quattro bambini su dieci sono in sovrappeso. Un dato che pone i nostri ragazzi nella fascia di Paesi con i più alti tassi di obesità infantile in Europa. L'educazione alimentare, partendo dalla scuola, su un prodotto di grande valore nutrizionale, oltre che economico, è strategica per fronteggiare il fenomeno», conclude Ambrosi.

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