Il fatto

Fondazione Ciao Vinny ammessa parte civile in un processo penale per omicidio stradale

E' la terza volta che accade: la prima nel processo per omicidio stradale nell'incidente che nel 2016 costò la vita al piccolo Cristian Calabrese, 12 anni, sulla provinciale Grumo - Cassano

Attualità
Cassano sabato 18 maggio 2019
di La Redazione
Tribunale di Bari
Tribunale di Bari © Tranilive.it

La Fondazione Ciao Vinny onlus il è stata ammessa per la terza volta come parte civile in un processo penale.

In particolare nel processo per omicidio stradale di Davide D'Accolti, studente di 23 anni di Conversano, scomparso il 21 febbraio 2016 alle 3 di notte quando la sua auto si è scontrata frontalmente con quella di Giovanni Palumbo, 33enne di Triggiano, che percorreva controsenso e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, la statale 16 da Polignano Sud verso Bari.

«Si tratta di una importante conquista per la Fondazione che da diciassette anni ormai si occupa di sicurezza stradale. Un passo avanti importantissimo possibile grazie alle opportune modifiche dello statuto, che hanno previsto per la Fondazione stessa, la possibilità di esercitare tutti i diritti spettanti alle persone offese ed in particolare quella di costituirsi parte civile nei processi penali per gravi reati legati alla violazione delle norme stradali al fianco delle famiglie, oltre a prevedere anche la possibilità di fornire assistenza legale e non ai soggetti coinvolti in questi tragici eventi», spiega l'avvocato della Fondazione Pierfrancesco Clemente.

«In questo modo, tutti i soggetti coinvolti in processi stradali, vittime dirette o indirette di incidenti, potranno usufruire di una consulenza legale gratuita da parte nostra. L’intento è sempre quello di diffondere la legalità alla guida e fare il possibile per prevenire eventi tragici, ma anche offrire un supporto ai genitori o familiari che hanno subito gravi perdite, collaborando attivamente nei processi per la realizzazione del diritto alla verità e alla giustizia» prosegue Lorenzo Moretti, presidente della Fondazione Ciao Vinny Onlus.

L'azione rientra nel progetto "Ciao Vinny, dalla parte della Legge" che ha visto nel 2018 per la prima volta la Fondazione Ciao Vinny costituita parte civile nel processo per omicidio stradale e violazione delle norme sulla circolazione, nell'incidente che nel 2016 costò la vita al piccolo Cristian Calabrese, 12 anni, sulla provinciale Grumo - Cassano, mentre rientrava a casa accompagnato dalla vettura della comunità sociale che lo assisteva. Un precedente reso possibile dall'obiettivo della Fondazione, ovvero la tutela della vita su strada.

«Non è possibile che, l'automobilista, il motociclista o il pedone che sia non presti attenzione massima alla propria vita e a quella degli altri, soprattutto quando il mondo del mercato automobilistico studiano sistemi di sicurezza sempre più efficienti per garantire l'incolumità di chi vive ogni giorno su strada - incalza Moretti -. Mettersi alla guida dopo aver bevuto, sotto l'effetto di stupefacenti, o quando si è troppo stanchi significa non avere rispetto di sé e degli altri. Per noi è inaccettabile. Da anni ci battiamo con tutte le nostre forze per riuscire a educare i ragazzi ad avere corretti stili di vita e di guida: organizziamo corsi di formazione, concorsi, aste di beneficenza per riuscire a intercettare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone».

La Fondazione Ciao Vinny Onlus nasce a Bari nel 2002 per promuovere tra i giovani occasioni d’informazione e formazione sui temi della sicurezza stradale, collaborando attivamente con enti, istituzioni e associazioni su tutto il territorio nazionale e impegnandosi a sostenere iniziative volte a far sì che le nostre strade siano ogni giorno un po’ più sicure. Per raggiungere questi obiettivi la Fondazione si sta impegnando per tutelare con ogni mezzo, anche quello giuridico, il bene più importante per ogni essere umano costituzionalmente protetto, appunto: la vita.

Inparticolare, la Fondazione Ciao Vinny Onlus ha esercitato ed eserciteràogni suo diritto, interesse pubblico e dovere sociale, nonché morale intervenendo in questo come in altri procedimenti penali, agendo controtutti gli imputati di reati gravi commessi in violazione delle norme sulla circolazione stradale. L’obiettivo è sempre tutelare l'interesse


alla sicurezza stradale e all’integrità dell’utente della strada, valori da sempre perseguiti e tutelati dalla Fondazione, sin dalla sua costituzione, ispirandosi nella sua azione di solidarietà alla giustizia e alla legalità.

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