Il fatto

Divieto di asporto per bar e pasticcerie: monta la protesta contro la Di Medio. PD: «Un'altra beffa»

A far arrabbiare gli esercenti cassanesi è la tempistica con la quale la prima cittadina di Cassano ha deciso di adottare questo provvedimento

Cronaca
Cassano venerdì 02 aprile 2021
di La Redazione
Il palazzo municipale di Cassano
Il palazzo municipale di Cassano © cassanolive

Monta la protesta contro l'ordinanza della sindaca Maria Pia Di Medio, con la quale, oggi pomeriggio, la prima cittadina ha disposto ulteriori restrizioni per bar, pasticcerie e ristoranti, le attività più coinvolte in questi giorni di festa.

A far arrabbiare gli esercenti cassanesi è la tempistica con la quale la Di Medio ha deciso di adottare questo provvedimento.

L'ordinanza, infatti, è arrivata oggi, quando i titolari delle varie attività commerciali coinvolte nel provvedimento - fanno notare in tanti - si sono già procurati materie prime e prodotti necessari per far fronte all'incremento di vendite logicamente previsto (e sperato) per Pasqua. Quando, in sostanza, bar e pasticcerie hanno già sopportato dei costi che - con l'inevitabile diminuzione delle vendite che il divieto di asporto comporta - probabilmente non potranno essere recuperati. 

«Non è ammissibile - scrive infatti un operatore su Facebook - fare una ordinanza il venerdì sera per la domenica di Pasqua». «E tutto quello che si è preparato in questi giorni - scrive un altro -, centinaia di litri di latte e panna acquistati, kg di materie prime fresche, adesso a chi cazzo gliele diamo? Tutti questi sacrifici, non ho più parole».

Sulla vicende interviene anche il Partito Democratico di Cassano.

L'ordinanza dell'amministrazione - scrive su Facebook il circolo locale del PD - «ci lascia davvero perplessi».

«Non contestiamo - continua il PD - la misura restrittiva, ma la tempistica. Queste categorie lottano da un anno per sopravvivere alle misure penalizzanti a cui questa pandemia li ha costretti ed oggi si ritrovano davanti all’ennesima beffa. La situazione del nostro paese è già nota da giorni, perché non stilare l’ordinanza già qualche giorno prima per dare il tempo alle suddette attività commerciali di organizzarsi al meglio? Per quanto ancora i cassanesi - conclude il circolo - dovranno pagare i ritardi e le approssimazioni nella gestione di questa emergenza? Chiudere bar ristoranti e permettere di fatto di riunirsi nei giardini ci sembra un enorme controsenso».

Aggiornamento: Covid, bar e pasticcerie: torna l'asporto, ma solo per domenica mattina

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