Dal Consiglio comunale

Verso l'abbattimento dell'edificio di via Chimienti. Minoranze: «Colpa della sonnolenza del Comune»

L'edificio nel centro storico, che da più di 10 anni è puntellato e recintato, oggetto dell'interpellanza dei gruppi consiliari di opposizione

Cronaca
Cassano venerdì 14 maggio 2021
di La Redazione
L'immobile tra via Chimienti e via Mastrocanta a Cassano
L'immobile tra via Chimienti e via Mastrocanta a Cassano © Cassanolive

Si va verso l’abbattimento dell’immobile situato tra via Chimienti e via Mastrocanta, ma per le minoranze la “scelta è sbagliata”, oltre ad essere il risultato della “sonnolenza” dell’amministrazione Di Medio sul problema.

L’edifico appartiene a due distinte proprietà private: quella del locale inferiore ha già dato formale disponibilità all’abbattimento e alla cessione al Comune dell’area di sedime (circa 60 metri quadri), a ristoro delle spese di demolizione valutate intorno ai 30mila euro.

Il resto dell’immobile appartiene invece ad una anziana signora sottoposta a regime di tutela nel comune di Milano: l’amministratore di sostegno, nominato dal Tribunale, ha condiviso la proposta di abbattimento del Comune ed è in attesa dell’assenso del giudice tutelare, con la formale rinuncia ad ogni futura causa risarcitoria nei confronti del nostro ente locale.

Incassato anche questo ultimo ok, il Comune intende procedere alla demolizione e all’acquisizione dell’area.

La vicenda di questo immobile - puntellato e recintato a causa dei gravi problemi strutturali da più di dieci anni - è stata al centro di una interpellanza che le opposizioni hanno presentato in Consiglio comunale nei giorni scorsi.

«Nulla in tutto questo ampio lasso di tempo - scrivono le opposizioni nell’interpellanza alla Di Medio - è stato fatto per trovare un’intesa con i proprietari per la messa in sicurezza o, in alternativa, l’acquisizione da parte del Comune. Sembra come se il Comune si fosse arreso di fronte alla indifferenza, sordità, e alla tracotanza dei proprietari che non si sono per nulla sentiti toccati da una questione che ha carattere di sicurezza e pubblica incolumità. Il Comune, dal canto suo, non è stato capace di emettere un’ordinanza con esecuzione in danno per mettere in sicurezza l’immobile che, nel frattempo, ha ovviamente peggiorato il suo stato. Aver appreso nel corso delle commissioni consiliari che c'è l’intenzione dell’abbattimento; aver anche appreso che il Comune si è dotato di una perizia di tecnico esterno per avallare la scriteriata idea di abbattere l’immobile anziché recuperarlo, non può che destare stupore e indignazione di fronte a tale scelta. Gli immobili del centro storico vanno tutti recuperati non abbattuti».

La decisione del Comune giunge sulla scorta di una relazione tecnica commissionata alla società di ingegneria “SAD Progetti”, che ha messo nero su bianco le pessime condizioni strutturali dell’edificio che consigliano, a parere dei tecnici, il suo abbattimento: «Le valutazioni condotte – si legge nella relazione - si ritiene siano sufficienti a poter considerare l'immobile in condizioni di incipiente collasso per il quale siano da assumere immediate azioni di intervento al fine di scongiurare il procrastinarsi di pericolo per la pubblica incolumità».

Le critiche delle minoranze - nel corso della discussione dell’interpellanza – si sono concentrate sui gravi ritardi da parte dell’amministrazione Di Medio, una mancanza di iniziativa che a parere dei consiglieri di opposizione ha certamente avuto un ruolo nell’aggravarsi dello stato di degrado dell’immobile.

La maggioranza ha replicato difendendo soprattutto la scelta di procedere quanto prima all’abbattimento: «L’immobile non ha alcun pregio e nessuna utilità per come è configurato – ha ribadito più volte l’assessore Giustino rispondendo ai consiglieri Santorsola e Catucci – e l’intervento di ripristino dell’immobile, oltre ad essere di dubbia efficacia, stante le condizioni attuali, avrebbe dei costi esorbitanti, a carico dei cittadini». Senza dimenticare – ha aggiunto il vice sindaco - che le alternative all’abbattimento vedrebbero una soluzione della vicenda su tempi ancora più lunghi, aumentando il disagio dei residenti della zona che da più di un decennio vedono a rischio incolumità personale e igiene pubblica.

Lascia il tuo commento
commenti