Criminalità

La Dia conferma: su Cassano la "longa manus" della camorra barese

È tutto scritto nella seconda relazione semestrale del 2020 al Parlamento sull'attività svolta dalla Direzione investigativa antimafia, presentata il 12 agosto scorso dal ministro dell'Interno, Lamorgese

Cronaca
Cassano mercoledì 22 settembre 2021
di La Redazione
Dia - Direzione investigativa antimafia Bari
Dia - Direzione investigativa antimafia Bari © n.c.

La longa manus delle “agenzie criminali” della città di Bari si estende nella provincia dove i principali gruppi mafiosi possono contare su fidati referenti in loco. Una situazione che riguarda anche la nostra Cassano.

È tutto scritto nella seconda relazione semestrale del 2020 al Parlamento sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione investigativa antimafia, presentata il 12 agosto scorso dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese.

Anche in questa relazione, come nella precedente, si conferma la presenza nel nostro paese di un pregiudicato che farebbe da collegamento tra il gruppo Mangione – Loglisci, attivo nel settore degli stupefacenti a Gravina, con elementi del gruppo barese Fiore – Risoli, contigui allo storico clan camorristico Parisi del quartiere Japigia di Bari, che continua a manifestare la sua operatività soprattutto nei settori delle estorsioni, del traffico degli stupefacenti, della ricettazione e del riciclaggio.

Andando a focalizzare l'attenzione sulla provincia barese, nel report si evidenzia come anche nel secondo semestre 2020 il contesto criminale è "in continua, evoluzione caratterizzato da frequenti spaccature anche interne, sì da far ritenere tuttora sussistente una struttura orizzontale di tipo camorristico al cui interno nuovi soggetti sarebbero sempre pronti a rimpiazzare quelli neutralizzati dall’azione di contrasto dello Stato o da sanguinose faide".

Nell'Area metropolitana sussistono quattro clan: i Parisi-Palermiti, i Capriati, gli Strisciuglio e i Mercante-Diomede, che, come riportato nella relazione, sembrano ancora in grado di insinuarsi pericolosamente nei centri nevralgici del tessuto sociale e produttivo "manifestando, tra l’altro, mire espansionistiche anche sui territori della provincia dove le dinamiche mafiose rappresentano l’immagine speculare di quelle che coinvolgono le grandi e strutturate 'agenzie criminali' cittadine".

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