Scoperte 450 tonnellate di rifiuti speciali anche pericolosi

Uliveto trasformato in discarica abusiva di rifiuti speciali a Cassano: tre persone denunciate

Sanzioni per 70mila euro. Sul posto venivano bruciati anche scarti della lavorazione del legno contenenti solventi, diluenti e svernicianti, capaci di contaminare il terreno ed inquinare l’aria

Cronaca
Cassano martedì 16 novembre 2021
di La Redazione
Discarica abusiva scoperta dalla Gdf a Cassano
Discarica abusiva scoperta dalla Gdf a Cassano © n.c.

I Finanzieri della Compagnia di Altamura – coordinati dal I Gruppo Bari – hanno sottoposto a sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, una “discarica abusiva” e tre automezzi impiegati per il trasporto e lo scarico di rifiuti speciali, in esecuzione di un decreto emesso dal GIP del Tribunale di Bari, Anna Perilli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore Roberto Rossi. Secondo l’ipotesi accusatoria, un imprenditore edile di Cassano avrebbe realizzato e gestito una discarica non autorizzata all’interno di un uliveto di sua proprietà di 1,5 ettari, ove venivano riversati materiali inerti, roccia e terra da scavo. Il provvedimento giunge al termine delle indagini eseguite dalle Fiamme Gialle altamurane, dirette dal Sostituto Procuratore Baldo Pisani, che hanno permesso (anche grazie a video-registrazioni effettuate mediante l’installazione di telecamere e specifiche attività di osservazione e pedinamento) di appurare che il luogo in questione era utilizzato anche da altri due soggetti del posto, uno dei quali titolare di un’impresa esercente la “Posa in opera infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili”, per riversare e bruciare scarti della lavorazione del legno. Pratica, quest’ultima, particolarmente pericolosa per l’ambiente e la natura, anche per la presenza nei rifiuti stoccati e inceneriti di sostanze nocive, quali solventi, diluenti e svernicianti, capaci di contaminare il terreno ed inquinare l’aria. Gli indagati dovranno rispondere dei reati di “Attività di gestione di rifiuti non autorizzata” (punito con l’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro) e di “Combustione illecita di rifiuti” (punito con la reclusione da tre a sei anni) e saranno tenuti ad effettuare le operazioni di rimozione, di recupero, di smaltimento dei rifiuti, nonché di bonifica e di ripristino dello stato dei luoghi. Inoltre, a carico del proprietario del terreno, sono state accertate sanzioni amministrative e tributi evasi (c.d. Ecotassa) per un ammontare complessivo pari a oltre 70mila euro.

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