L'azienda altamurana era stata dichiarata fallita lo scorso ottobre 2018

Crac Tradeco, ai domiciliari i fratelli Columella

I Finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria del Comando Provinciale di Bari hanno – come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno - anche eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per quasi 14 milioni di euro

Cronaca
Cassano martedì 23 giugno 2020
di La Redazione
Crac Tradeco, ai domiciliari i fratelli Columella
Crac Tradeco, ai domiciliari i fratelli Columella © FasanoLive.com

Domiciliari con l’accusa di bancarotta e reati tributari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Bari avviata a seguito del fallimento - dichiarato a ottobre del 2018 - della Tradeco per i fratelli Saverio e Michele Columella, di 41 e 53 anni,di Altamura.

I Finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria del Comando Provinciale di Bari hanno – come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno - anche eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per quasi 14 milioni di euro (13,4 mln).

La misura è stata disposta dal gip del Tribunale di Bari Francesco Mattiace su richiesta dal pm Francesco Bretone.

La Tradeco (il più grande gestore della raccolta di rifiuti della Provincia di Bari con una esperienza ultratrentennale nel settore per molti anni società incaricata della raccolta e smaltimento rifiuti per il comune di Cassano) è stata dichiarata fallita il 10 ottobre 2018 fa dopo che il tribunale di Bari, dopo aver accertato la presenza di 70 milioni di debiti, respinse la domanda di concordato preventivo in continuità depositata.

La Procura di Bari, poi, a valle di una verifica compiuta dalla Finanza poi sfociata nel 2016 in un provvedimento di sequestro, ha poi richiesto il fallimento della società che fa capo alla famiglia Columella (per due decenni i padroni incontrastati del settore in Puglia).

La società rispose nel mese di febbraio di due anni fa depositando un ricorso per concordato preventivo in bianco. A fronte di debiti dichiarati per 69 milioni, il piano prevedeva solo pochi spiccioli per il pagamento dei creditori: il 30% per gli accessori dei crediti previdenziali, il 5,5% per una serie di debiti privilegiati degradati a chirografari e solo il 3,82% per tutti gli altri.

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 24 giugno 2020 alle 07:02 :

    Qualche noto ex politico pugliese gli deve più di qualcosa, come del resto loro devono a lui. Rispondi a Franco