L'incontro

Emergenza cinghiali, Parco Alta Murgia: «Più che mai al fianco degli agricoltori»

Il presidente Tarantini ha incontrato i rappresentanti delle associazioni agricole, per discutere con loro modifiche al regolamento dei danni causati dalla fauna. Secondo Coldiretti, in Italia, i cinghiali "sarebbero due milioni"

Cronaca
Cassano mercoledì 14 ottobre 2020
di La Redazione
Un cinghiale.
Un cinghiale. © n.c.

Nei giorni scorsi il presidente del Parco Francesco Tarantini ha incontrato i rappresentanti delle associazioni agricole dell’Alta Murgia, per discutere con loro modifiche e integrazioni da introdurre al regolamento dei danni causati dalla fauna selvatica al patrimonio agroforestale e zootecnico.

«L’Ente Parco – affermano da Gravina, sede dell'ente - è più che mai al fianco degli agricoltori, i più colpiti dall’emergenza cinghiali che investe l’intero Paese. L’obiettivo delle modifiche è andare incontro il più possibile alle loro esigenze, rimodulando alcuni punti del regolamento che riguardano l’entità degli indennizzi, le attività di prevenzione e la denuncia, l’accertamento e la valutazione dei danni»

All’incontro hanno partecipato Coldiretti Puglia, Confagricoltura Puglia, CIA Agricoltori Italiani Puglia e Copagri Puglia.

Proprio Coldiretti nei giorni scorsi ha offerto la stima della presenza dei cinghiali nel nostro Paese: sarebbero due milioni “tra città e campagne”.

La presenza dei cinghiali nelle piccole e grandi città – spiega Coldiretti - ormai non è più purtroppo una curiosità ma un rischio concreto per i cittadini, anche a causa dei numerosi incidenti stradali.

La sicurezza nelle aree rurali ed urbane – denuncia la Coldiretti – è in pericolo per il loro proliferare con l’invasione di campi coltivati e centri abitati dove spesso razzolano tra i rifiuti con evidenti rischi di carattere sanitario per la diffusione di malattie come la peste suina.

Gli animali selvatici distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati e causano incidenti stradali con danni stimati in centinaia di milioni di euro nell’ultimo decennio, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime. Non è quindi più solo una questione di risarcimenti ma è diventato – afferma la Coldiretti – un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con la dovuta decisione.

Oltre otto italiani su 10 (81%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero.

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