Denuncia della sindaca contro i dirigenti della Sanità pugliese

Covid-19, il DSS5 non ha un centro vaccino

​Nella lettera denuncia, indirizzata a tutti i vertici della sanità pugliese, la Sindaca di Cassano Maria Pia Di Medio lancia una "diffida ad adempiere" affinché si risolva il serio e grave problema

Politica
Cassano domenica 04 aprile 2021
di La Redazione
Maria Pia Di Medio
Maria Pia Di Medio © Cassanolive

Apiù di un anno dalla pandemia da Covid-19,  il DSS5 dell’ASLBA non ha ancora allestito un centro vaccinale anti Coronavirus.

La lettera denuncia della Sindaca di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio è indirizzata a tutti i vertici sanitari della Puglia e in particolare al DSS BA 05 (Distretto Socio-Sanitario) che racchiude le cittadine di Acquaviva delle Fonti, Binetto, Cassano delle Murge, Grumo Appula (sede del DSSBA5), Sannicandro di Bari e Toritto. Quindi, circa 69.000 abitanti lasciati allo sbaraglio e senza tutela della Salute Pubblica. Capofila della protesta collettiva non è un cittadino qualunque ma una figura professionale nell’ambito sanitario in qualità di Medico di Medicina Generale e fiduciario dell’OMCeO di Bari.

«Siamo stufi di andare avanti a naso – dichiara la Sindaca e medico di base Maria Pia Di medio – serve organizzazione e programmazione seria. I cittadini non hanno riferimenti e noi Sindaci e Pubblici Ufficiali non sappiamo dove mandarli. Il DSSBA05 non ha un Centro Vaccinale perché l’unica sede che rientra tra le cittadine del Distretto è a Acquaviva delle Fonti che è stata allestita dalla Protezione Civile. Dove li mandiamo i nostri cittadini? I Caregiver che dovrebbero aderire alla iniziativa “vaccine days” non sanno dove andare. Noi MMG non abbiamo strutture, indicazioni e dati. La “diffida ad adempiere” che abbiamo protocollato ieri è forte e chiara».

Nella lettera si evidenzia l’ira della popolazione che deve percorrere molti chilometri per sottoporsi alla vaccinazione quando non tutti hanno la possibilità di essere accompagnati e con l’aggravio di assenza dei collegamenti con linee pubbliche. Si teme una discriminazione dove ci sono figli e figliastri perché l’apertura in solo alcuni centri cittadini ne danno un triste sospetto. Non esiste un coordinamento distrettuale e gli MMG pur avendo dato una disponibilità a turnazioni per eseguire le vaccinazioni in locali individuati dai Sindaci non hanno risposte. Agli stessi medici è stata rifiutata qualsiasi presenza infermieristica. Non si conoscono le persone vaccinate in modo da redigere un elenco utile per la programmazione delle dosi da richiedere e l’ASL ha inviato elenchi inutili perché infarciti di nominativi defunti e mancanti di nominativi attuali. Insomma, le parole della lettera denuncia sono dirompenti. Un fiume in piena che ha abbattuto gli argini e  travolge la popolazione, vere vittime del dramma in corso.

                                                                   

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