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Venezia: «Non mi candido, troppi aspiranti amministratori cercano solo il potere fine a se stesso»

Su Facebook il consigliere comunale motiva la sua decisione di "non scendere in campo" nella competizione elettorale che darà a Cassano un nuovo sindaco dopo i cinque anni dell'amministrazione Di Medio

Politica
Cassano sabato 14 maggio 2022
di La Redazione
Amedeo Venezia
Amedeo Venezia © Gianni Spina

Non il "leale servizio ai cittadini" ma il "potere" fine a se stesso. E' questo "il principio ispiratore" di molti "aspiranti amministratori" nel nostro paese. A dirlo è il consigliere comunale Amedeo Venezia, che con un post su Facebook motiva la sua decisione di "non scendere in campo" nella competizione elettorale che darà a Cassano un nuovo sindaco dopo i cinque anni dell'amministrazione Di Medio. «Intendo innanzitutto ringraziare - afferma Venezia, medico e per alcuni giorni candidato “in pectore” di una lista in contrapposizione a quella dell'ingegnere Davide Del Re che alla fine ha optato per la candidatura a sindaco dell'avvocatessa Raffaella Casamassima i tanti cittadini di Cassano delle Murge, i quali, in questo periodo pre-elettorale, hanno espresso la loro stima e simpatia nei riguardi della mia umile persona ed, al contempo, motivare la mia decisione di non "scendere in campo" in questa competizione elettorale. Qualche settimana fa un giornale locale aveva diffuso a notizia di una mia candidatura a sindaco del mio Comune, senza peraltro chiedere conferma al diretto interessato. Un grande onore ed un gravoso impegno. In realtà, interpretando la volontà di parecchi cittadini, mi era stato concesso un "mandato esplorativo" per verificare la possibilità di coordinare una "squadra" che potesse confrontarsi in questa competizione elettorale. Sinceramente ho avuto delle remore riguardanti la difficoltà di conciliare il mio impegno ospedaliero con un ruolo delicato quale quello di responsabile della mia comunità. Tuttavia - spiega Venezia - avevo deciso di accettare per poter fornire il mio contributo al miglioramento della mia comunità. Mi sono reso conto che la vera difficoltà consisteva nel formare una vera "squadra" che avesse, pur nel giusto confronto delle idee, univocita'di principi per proporre un serio programma elettorale. Personalmente credo che il principio fondamentale per poter amministrare una comunità sia quello di essere lealmente al servizio dei cittadini. Invece ho compreso che per taluni aspiranti "amministratori" il principio basilare era fondato sulla ostentazione del "potere" per ottenere un consenso. Questo concetto non lo ho mai accettato né lo accetterò mai. Pertanto - conclude il consigliere comunale - ho deciso di rinunciare al mio mandato ed, al contempo, di non scendere in campo in questa tornata elettorale. Mi è stato insegnato che quando ci si trova ad un bivio la scelta etica impone di percorrere la strada più ardua che, in questo caso, significa saper fare un passo indietro. La mia non è codardia bensì coerenza verso i miei cittadini che hanno il diritto di credere in una politica seria e di essere amministrati da persone leali. Il mio non è un disimpegno ma la continuazione di un percorso al servizio degli "ultimi". Chiedo scusa a coloro che sono stati delusi dalla mia decisione».

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