La nota

Zullo e la "piscina delle sorprese": «Stanno succedendo cose strane»

Interrogazione del presidente del gruppo regionale di Direzione Italia, Ignazio Zullo al Presidente del Consiglio Regionale, Mario Loizzo.​

Politica
Cassano martedì 05 marzo 2019
di La Redazione
il consigliere regionale Ignazio Zullo
il consigliere regionale Ignazio Zullo © Ignazio Zullo

«Ancora deve essere realizzata, ma nella piscina di Grumo Appula il rischio di “annegare” fra tante sorprese è più che reale!».

Lo afferma in una nota il presidente del gruppo regionale di Direzione Italia, Ignazio Zullo, che ha presentato una seconda interrogazione sulla vicenda all'attenzione del Presidente del Consiglio Regionale, Mario Loizzo.

«Chi di voi è così fortunato da realizzare un’opera, nel caso specifico una piscina, che costa 1 milione e 900mila euro e ne ottiene oltre 850mila dalla Regione, tramite PugliaSviluppo, e 80mila euro l’anno per 20 anni dal Comune di Grumo Appula, che però, in difficoltà economico-finanziarie, trasforma questo importo in 40mila a carico del Comune e 40mila a carico dei Piani di Zona?

Facciamo due conti: 850mila euro dalla Regione più 1 milione e 600mila verranno dal finanziamento ventennale = circa 2 due milioni e mezzo, se a questo sottraiamo il costo dell’opera pari a 1 milione e 900mila euro ci si rende conto che questa fortunata società avrà garantito un surplus di circa 600mila euro.

A questo punto ci chiediamo: perché la piscina non la realizza il Comune o una società/associazione di Grumo?

Di questa piscina ce ne eravamo già occupati, in un’altra interrogazione, per via del project-financing che il sindaco ha contrattualizzato per la realizzazione garantendo acquisto di prestazioni per 20 anni, dal 2020 al 2040, coinvolgendo illegittimamente anche i fondi del Piano di Zona e con il parere negativo del dirigente del Servizio economico finanziario del Comune e del Revisore dei Conti.

Anche su questo non mancano le sorprese: una delibera dell’agosto 2018 sottoscritta dai sindaci del Piano di Zona dichiarata illegittima dalla Regione e che gli stessi sindaci firmatari iniziano a rinnegare, a cominciare da quello di Cassano Murge e vedremo chi a ruota lo seguirà, tenuto conto che anche il sindaco di Acquaviva delle Fonti ne ha chiesto la revoca.

Altra sorpresa è che l’opera viene finanziata da Puglia Sviluppo con i fondi del PIA Turismo. Si tratta di incentivi per l’apertura di nuove attività turistico-alberghiere attraverso il recupero di patrimonio immobiliare esistente. Insomma, bandi che permettono l’ampliamento e l’ammodernamento di attività già presenti per migliorare l’offerta turistica e non per realizzare piscine.

Sorprese alle quali credo che il presidente Emiliano, al quale ho inviato apposita interrogazione, voglia cominciare a dare risposte su una piscina che viene pagata tutta con soldi pubblici, ma che di fatto è di proprietà e gestione privata, per la quale vi è una commistione di fondi che dovrebbero essere utilizzati per attività socio-sanitarie e attività turistiche.

Intanto, il Comune di Grumo è in balia di una crisi economico-finanziaria con lo spettro del dissesto e ciò fa presagire ulteriori sorprese, come contenziosi a non finire tra una società che, ovviamente, ha in mano tutte le carte per pretendere quanto gli è dovuto, ma anche il ristoro di eventuali danni, da una parte e il Comune di Grumo, Comuni dei Piani di Zona e Regione dall’altra.

Ai cittadini di Grumo nel ventennio (2020-2040) occorre dare certezze di realizzazione di una piscina e non lasciare in eredità un mare di guai. Se si è amministratori corretti e responsabili».

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