L'interpellanza - denuncia dell'opposizione

Lavori in piazza Rossani, le minoranze vanno giù duro: «Una vera e propria furfanteria»

Affidamenti ad "aziende di fiducia" l'ultimo giorno utile, procedure "fantasiose", offerte "senza firma" o "firmate dalla stessa persona", importi errati futuri "debiti fuori bilancio", zero trasparenza: opposizione all'attacco

Politica
Cassano martedì 04 giugno 2019
di La Redazione
la sala consiliare
la sala consiliare © cassanolive

Affidamenti ad "aziende di fiducia" l'ultimo giorno utile, procedure "fantasiose", offerte "senza firma" o "firmate dalla stessa persona", importi errati che genereranno "debiti fuori bilancio", zero trasparenza: c'è tutto questo, e altro ancora, nell'interpellanza - denuncia presentata oggi dai consiglieri di minoranza al vice sindaco Angelo Giustino e che pubblichiamo integralmente.

I lavori di cui all’oggetto sono stati attivati grazie ai fondi pari a 100 mila euro messi a disposizione dal Governo centrale per molti Comuni d’Italia.

I fondi assegnati consentivano una molteplicità di interventi di messa in sicurezza sul patrimonio comunale.

La vostra scelta è ricaduta sulla pavimentazione pedonale e carrabile di Piazza Rossani e su parte dell'esterno dell'edificio che ospita l'aula dove si svolge questo Consiglio e parte dell’esterno del Palazzo Municipale.

Il decreto del Ministero dell'Interno è del 14 gennaio 2019 e aveva concesso quattro mesi per iniziare i lavori.

Con l'Atto n. 176 del 14 maggio scorso, l'Ufficio Tecnico, a firma dell'ing. Satalino, ha disposto 4 affidamenti diretti ad altrettante imprese di fiducia, proprio l'ultimo giorno utile, pena la perdita del finanziamento.

Ancora una volta un esempio di affanno e scarsa programmazione.

Tralasciando la procedura di appalto che definiremmo a dir poco fantasiosa e creativa, non si comprende in che modo siano state richieste le offerte e come sia possibile che un'offerta non sia nemmeno firmata, invece altre due siano firmate dalla stessa persona; inoltre tutte e tre le offerte presentano un protocollo consecutivo (5895, 5896, 5897).

Il tutto appare come una vera e propria furfanteria.

Ma al netto di tutto ciò,che richiederebbe ulteriori approfondimenti (forse non è questa la sede di discussione ma piuttosto la Procura della Repubblica e l'Autorità Anticorruzione), si rileva:

la mancanza d iun progetto;

che l'intervento andava inserito nel programma delle opere pubbliche, cosa pure non fatta;

che l'importo dei lavori commissionati è in realtà pari a 125.000 euro, contrariamente a quanto calcolato nell'Atto, quindi si supera di circa 25000 euro l’importo erogato dal Governo; infatti i conti non tornano, perché 135 euro a metro quadrato moltiplicato per i 425 metri quadrati conteggiati, sono uguali a 57.375 euro e non 36.550 euro, come erroneamente riportato nella determinazione.

Siamo di fronte o a un falso in atto pubblico od a una insufficiente copertura finanziaria o comunque a un futuro debito fuori bilancio, considerato che il visto di regolarità contabile è per 100.000 euro.

Le imprese che stanno realizzando i lavori o dovranno aspettare per essere pagate e chissà dovranno rivolgersi a un legale per vedersi riconoscere il giusto corrispettivo, o dovranno eseguire i lavori a un prezzo più basso o realizzare una minor quantità.

Atteso che la nostra posizione è di tutela verso le imprese a cui si affidano i lavori, non possiamo non evidenziare la mancanza di trasparenza e i continui escamotages adottati per eludere le norme.

Tutto ciò premesso e considerato, interpelliamo l'assessore ai lavori pubblici per sapere:

1) Perché é mancata la programmazione dei lavori da realizzare?

2) Quali sono i motivi della mancanza del progetto e l’utilizzo della modalità dell'urgenza ?

3) Chi è il Direttore dei lavori, chi il Responsabile della sicurezza?

4 ) Intende richiamare l’ing. Satalino alla corretta riformulazione del calcolo dell’importo che supera il valore-soglia dei 100.000 euro e quindi annullare in autotutela la determinazione?

5) Cosa intende fare, realizzare tutti i 425 metri quadrati di basolato o ridurli? O raddoppiare i costi? Insomma che fa, lascia o raddoppia? Ovvero, lascia i lavori fatti male o aumenta i costi sforando il finanziamento ricevuto?

6) Verranno prelevati ulteriori 25.000 euro (circa o più) dal bilancio dei cassanesi, e in tal caso, da quale capitolo di spesa?

7) Sceglierà di evitare contenziosi con le ditte esecutrici, facendo realizzare loro opere parziali e non a regola d'arte, oppure impegnerà il pagamento in favore delle imprese esecutrici spendendo in tal modo di più formando, eventualmente, anche un debito fuori bilancio?

Attendiamo risposta punto per punto.Affidamenti ad "aziende di fiducia" l'ultimo giorno utile, procedure "fantasiose", offerte "senza firma" o "firmate dalla stessa persona", importi errati che genereranno "debiti fuori bilancio", zero trasparenza: c'è tutto questo nell'interpellanza - denuncia presentata oggi dai consiglieri di minoranze al vice sindaco Angelo Giustino e che pubblichiamo integralmente.I fondi assegnati consentivano una molteplicità di interventi di messa in sicurezza sul patrimonio comunale.

La vostra scelta è ricaduta sulla pavimentazione pedonale e carrabile di Piazza Rossani e su parte dell'esterno dell'edificio che ospita l'aula dove si svolge questo Consiglio e parte dell’esterno del Palazzo Municipale.

Il decreto del Ministero dell'Interno è del 14 gennaio 2019 e aveva concesso quattro mesi per iniziare i lavori.

Con l'Atto n. 176 del 14 maggio scorso, l'Ufficio Tecnico, a firma dell'ing. Satalino, ha disposto 4 affidamenti diretti ad altrettante imprese di fiducia, proprio l'ultimo giorno utile, pena la perdita del finanziamento.

Ancora una volta un esempio di affanno e scarsa programmazione.

Tralasciando la procedura di appalto che definiremmo a dir poco fantasiosa e creativa, non si comprende in che modo siano state richieste le offerte e come sia possibile che un'offerta non sia nemmeno firmata, invece altre due siano firmate dalla stessa persona; inoltre tutte e tre le offerte presentano un protocollo consecutivo (5895, 5896, 5897).

Il tutto appare come una vera e propria furfanteria.

Ma al netto di tutto ciò,che richiederebbe ulteriori approfondimenti (forse non è questa la sede di discussione ma piuttosto la Procura della Repubblica e l'Autorità Anticorruzione), si rileva:

la mancanza d iun progetto;

che l'intervento andava inserito nel programma delle opere pubbliche, cosa pure non fatta;

che l'importo dei lavori commissionati è in realtà pari a 125.000 euro, contrariamente a quanto calcolato nell'Atto, quindi si supera di circa 25000 euro l’importo erogato dal Governo; infatti i conti non tornano, perché 135 euro a metro quadrato moltiplicato per i 425 metri quadrati conteggiati, sono uguali a 57.375 euro e non 36.550 euro, come erroneamente riportato nella determinazione.

Siamo di fronte o a un falso in atto pubblico od a una insufficiente copertura finanziaria o comunque a un futuro debito fuori bilancio, considerato che il visto di regolarità contabile è per 100.000 euro.

Le imprese che stanno realizzando i lavori o dovranno aspettare per essere pagate e chissà dovranno rivolgersi a un legale per vedersi riconoscere il giusto corrispettivo, o dovranno eseguire i lavori a un prezzo più basso o realizzare una minor quantità.

Atteso che la nostra posizione è di tutela verso le imprese a cui si affidano i lavori, non possiamo non evidenziare la mancanza di trasparenza e i continui escamotages adottati per eludere le norme.

Tutto ciò premesso e considerato, interpelliamo l'assessore ai lavori pubblici per sapere:

1) Perché é mancata la programmazione dei lavori da realizzare?

2) Quali sono i motivi della mancanza del progetto e l’utilizzo della modalità dell'urgenza ?

3) Chi è il Direttore dei lavori, chi il Responsabile della sicurezza?

4 ) Intende richiamare l’ing. Satalino alla corretta riformulazione del calcolo dell’importo che supera il valore-soglia dei 100.000 euro e quindi annullare in autotutela la determinazione?

5) Cosa intende fare, realizzare tutti i 425 metri quadrati di basolato o ridurli? O raddoppiare i costi? Insomma che fa, lascia o raddoppia? Ovvero, lascia i lavori fatti male o aumenta i costi sforando il finanziamento ricevuto?

6) Verranno prelevati ulteriori 25.000 euro (circa o più) dal bilancio dei cassanesi, e in tal caso, da quale capitolo di spesa?

7) Sceglierà di evitare contenziosi con le ditte esecutrici, facendo realizzare loro opere parziali e non a regola d'arte, oppure impegnerà il pagamento in favore delle imprese esecutrici spendendo in tal modo di più formando, eventualmente, anche un debito fuori bilancio?

Attendiamo risposta punto per punto.

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