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Dl Fisco, fino a 250 euro di incentivi per moto-airbag: emendamento a firma di Angiola

«Salveremo la vita alle persone»: è quanto afferma il parlamentare pentastellato autore di una iniziativa tesa tutelare l’incolumità dei conducenti e dei passeggeri di motocicli e ciclomotori

Politica
Cassano lunedì 02 dicembre 2019
di La Redazione
Nunzio Angiola, deputato del MoVimento 5 Stelle
Nunzio Angiola, deputato del MoVimento 5 Stelle © n.d.

Un emendamento a firma del deputato del Movimento 5 Stelle Nunzio Angiola vuole introdurre nell'ordinamento incentivi per l'adozione di strumenti di protezione di ultima generazione per conducenti e passeggeri di motocicli: un provvedimento in grado - afferma il deputato - "di salvare vite umane".

«Il presente emendamento - si legge in una nota dell'onorevole Angiola - nasce dall'esigenza di tutelare l’incolumità dei conducenti e dei passeggeri di motocicli e ciclomotori, utenti della strada ritenuti vulnerabili in quanto più esposti al rischio rispetto ad altre tipologie di utenti, soprattutto per la mancanza di protezioni esterne, come l’abitacolo di un veicolo.

Tali utenti vulnerabili rappresentano nel complesso circa il 24% dei morti sulle strade (793 su un totale di 3.325 morti) secondo i dati statistici raccolti dall’Istat per l’anno 2018; un numero complessivo di 793 morti, di cui 685 motociclisti e 108 ciclomotoristi, 208 dei quali con età compresa tra i 15 ed i 30 anni. Inoltre, se si considera il dato statistico relativo ai decessi dei soli conducenti di motocicli e ciclomotori il predetto rapporto percentuale sale a circa il 34%, considerato che i conducenti di motocicli e ciclomotori deceduti sono 758 su un totale complessivo di 2.253 conducenti morti alla guida di tutte le categorie di veicoli. Sono oltre 54.000, invece, i feriti a seguito di sinistri sulle due ruote.

È necessario quindi sollecitare i conducenti ed i passeggeri dei mezzi a due ruote all'uso degli strumenti di protezione di ultima generazione, quali i dispositivi di protezione individuale airbag, i cui costi, non proprio contenuti, ne disincentivano l'acquisto che potrebbe essere indubbiamente favorito dalla previsione di una detraibilità della spesa sostenuta.

Si ritiene tale iniziativa meritevole di interesse e di esame non soltanto per il fine intrinseco della stessa, di evidente rilievo sociale, ma anche e soprattutto perché l’utilizzo di tale protezione, in caso di sinistro, ridurrebbe enormemente i rischi di lesioni gravi e/o gravissime, nonché di decesso dei motociclisti, il che si tradurrebbe inevitabilmente in un risparmio della spesa pubblica in termini di costi sociali, tra i quali rientrano quelli sanitari, le provvidenze economiche a sostegno della invalidità /inabilità, con innegabili benefiche ripercussioni sull'intera comunità.

Secondo i dati sui “costi sociali” dell'incidentalità stradale elaborati dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per l'anno 2017, così come previsto dal decreto legislativo 15 marzo 2011, n. 35, il costo medio umano per decesso è di € 1.503.990,00, mentre il costo medio umano per ferito è di € 42.219,00. I costi sociali degli incidenti stradali costituiscono una stima del danno economico subito dalla società a causa di tali eventi. Il danno economico non è rappresentato da una spesa diretta sostenuta dalla collettività, ma è la quantificazione economica degli oneri che, a diverso titolo, gravano sulla stessa a seguito delle conseguenze causate da un incidente stradale. Dal dato statistico emerge l’enorme incisività sociale dei costi sostenuti dalla collettività in conseguenza di un incidente con morti o feriti, costi che in generale sono quelli derivati dai danni al veicolo, dalle spese per il rilievo degli incidenti da parte delle forze di polizia e dei servizi di emergenza, dai costi legali e amministrativi di gestione, dai danni causati all’infrastruttura stradale e agli edifici. A questi si aggiunge la componente dei costi umani riferiti alle vittime di incidente stradale e derivati dalla perdita di produttività per la società, dalla perdita affettiva, dolore e sofferenza delle persone coinvolte e dei parenti delle vittime, dai costi delle cure mediche cui sono state sottoposte le vittime stesse.

In ordine alla previsione di spesa necessaria per il riconoscimento dell’incentivo fiscale, occorre considerare le immatricolazioni dei nuovi motocicli avvenute in Italia nel 2018, pari a 219.235 secondo i dati forniti dall’Istat, nonché il parco circolante delle due ruote con età inferiore a 20 anni, pari a 4.932.591 secondo fonti dell’ACI. La copertura di tali costi, anche in considerazione dell’attuale situazione del bilancio statale, potrà essere posta a carico delle compagnie assicurative. Queste ultime infatti otterranno sicuri benefici dall’incentivazione all’utilizzo dei moto airbag, considerato che i dati statistici riferiti agli indennizzi liquidati per ciclomotori e motocicli per l’anno 2017 sono i seguenti: indennizzi per sinistri di ciclomotori pari a € 129.791.519 e per sinistri di motocicli pari a € 824.652.000, con previsione per questi ultimi di margine tecnico lordo negativo (fonte Bollettino statistico Ivass – dicembre 2018).

Questi ultimi dati, che quantificano una spesa sostenuta per indennizzi pari a € 954.443.519, potrebbero essere suscettibili di netto miglioramento in caso di utilizzo dei dispositivi di protezione che si intendono incentivare, con conseguente miglioramento della marginalità generale delle compagnie assicurative e sensibile riduzione del summenzionato margine tecnico passivo derivante dagli indennizzi erogati nel ramo motoveicoli. Ulteriore considerazione positiva dell’emendamento deriva dalla concreta possibilità che la diffusione e l’utilizzo dei motoairbag incentivi i produttori dei medesimi dispositivi a ridurre i relativi prezzi di vendita, oltre ad investire su tali tecnologie.

Col presente emendamento si concede il beneficio indistintamente a chiunque decida di comprare un dispositivo motoairbag, a prescindere dal possesso di un ciclomotore o di un motociclo.

La detrazione si applica anche ai contribuenti che acquistino tali dispositivi per soggetti fiscalmente a carico (è il caso, ad esempio, dei genitori che li acquistino per i figli minori)».

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