La nota

Gatti: «I consiglieri di minoranza? Solo maschere»

Cita Pirandello e attacca Antonia Gatti, presidente del Consiglio comunale, per rispondere ai gruppi consiliari di minoranza che nei giorni scorsi avevano espresso una dura critica nei confronti del suo operato

Politica
Cassano martedì 28 luglio 2020
di La Redazione
Il Palazzo municipale
Il Palazzo municipale © Cassanolive

«Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti».

Cita Pirandello e attacca Antonia Gatti, presidente del Consiglio comunale, per rispondere ai gruppi consiliari di minoranza che nei giorni scorsi avevano espresso una dura critica nei confronti del suo operato (del quale gli esponenti dell'opposizione hanno informato il prefetto di Bari), ritenuto "arrogante, antidemocratico, impositivo, illegittimo, monocratico, irrispettoso".

Solo maschere e niente più i rappresentanti dei cittadini cassanesi, dunque, anche se la presidente «confida in un dialogo più sereno».

Esprimo «notevole stupore e meraviglia - scrive la presidente in una lunga nota - nell’apprendere quanto sottoscritto dai capigruppo di minoranza a nome di tutti i consiglieri di opposizione. Ciò perché, il Presidente del Consiglio Comunale, convocando il consiglio comunale del 28 luglio 2020 non ha fatto altro che rispondere in maniera tempestiva e puntuale ad una precisa istanza dei suddetti consiglieri. Le dichiarazioni contenute nella nota in esame sono smentite in maniera eclatante dalle dichiarazioni degli stessi sottoscrittori, dai loro silenzi e dalla loro istanza di convocazione del consiglio comunale del 16.7.2020 prot. n.7151. Preliminarmente, si rileva che nel consiglio comunale del 25 giugno scorso convocato in data 22 giugno, su richiesta “urgente” delle minoranze formulata per iscritto lo stesso 22 giugno prot. n. 6025/2020, veniva inserito all’ordine del giorno il punto: “annullamento in autotutela delle DCC n.11 del 6.6.2020 di approvazione del DUP 2020 e DCC n. 12 del 6.6.2020 di approvazione del Bilancio 2020/2022”. I consiglieri proponenti in quella occasione si ritennero più che soddisfatti di aver avuto immediato riscontro (praticamente il giorno stesso della presentazione) alla loro istanza e dell’inserimento del punto da loro proposto già al Consiglio Comunale del 25 giugno.

Il Presidente del Consiglio, infatti, pur avendo 20 giorni di tempo per valutare ed accogliere l’istanza della minoranza, senza neppure avere il tempo di notiziare il Sindaco, la giunta e gli atri consiglieri di maggioranza, per spirito di collaborazione, diponibilità, apertura nei confronti delle istanze della minoranza, inserì immediatamente il suddetto punto nel convocando consiglio comunale da tenersi tre giorni dopo, ovvero il 25 giugno. Sicchè, al momento della discussione di tale punto all’odg la maggioranza tutta abbandonava i lavori consiliari facendo venir meno il numero legale.

Pertanto, durante il consiglio comunale del 16 luglio scorso è stata reiterata da parte dei consiglieri di minoranza una istanza di convocazione del consiglio comunale, ai sensi dell’art. 16 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale, protocollata dall’ufficio di segreteria dell’ente in data 20.7.2020.

Al momento della presentazione della nuova istanza, il capogruppo di Primavera Cassano, a nome di tutti i consiglieri di opposizione chiedeva una convocazione urgente del Consiglio Comunale e testualmente dichiarava di volerla “a ventiquattro ore lavorative” da quel giorno (si veda registrazione della diretta streaming 3.54.00 – 3.55.05)

Con la stessa istanza scritta del 16.7.2020 prot.n. 7392 testualmente” i sottoscritti consiglieri… chiedono la trattazione urgente”

Quindi, questo Presidente, proprio per venire incontro alla richiesta urgente delle minoranze e non comprimere le loro aspettative, ha convocato il Consiglio Comunale alla prima data utile tenendo conto tanto della data di protocollazione della istanza (20 luglio) quanto dei termini previsti dal regolamento per la convocazione del consiglio allorquando si discute di bilancio comunale.Con riferimento alla mancata convocazione della commissione si rileva innanzitutto che non compete al Presidente del Consiglio convocarla, bensì al Presidente della Commissione consiliare competente, pertanto, non può attribuirsi allo stesso Presidente la responsabilità della mancata convocazione della stessa.

Vi è dippiù!

Il punto, come si è detto, era già stato inserito nel consiglio comunale del 25 giugno scorso, su richiesta espressa dei sottoscrittori e senza passaggio in commissione senza che perciò sia stata sollevata alcuna contestazione né scritta né orale né nel consiglio comunale del 25 giugno né in quello del 16 luglio scorso.

Nessuno dei consiglieri di minoranza ha lamentato nulla se non nel consiglio comunale del 16 luglio scorso, quando, con sorpresa ed impreparazione di tutti, (nessuno aveva nemmeno una copia della delibera che chiedevano di discutere e votare) gli stessi chiesero di discutere il punto non discusso nel consiglio precedente per abbandono dell’aula da parte della maggioranza.

Tuttavia, questo Presidente proprio per non deludere le aspettative della minoranza e venire incontro alla loro richiesta suggerì loro di ripresentare seduta stante l’istanza di convocazione di un consiglio comunale sul punto.

Cosa che è accaduta con conseguente “urgente” (come chiesto dai consiglieri di minoranza) convocazione del consiglio comunale del 28 luglio prossimo ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 16 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale che statuisce: “su richiesta di almeno un quinto dei Consiglieri in carica o del Sindaco, il Presidente è tenuto a riunire il Consiglio Comunale entro venti giorni dalla data in cui viene registrata la richiesta al protocollo dell’Ente”.

Laddove i fatti descritti non dirimessero la questione posta alla attenzione dei destinatari della nota in oggetto, si precisa quanto segue in punto di diritto.

Più precisamente dal punto di vista regolamentare, si eccepisce innanzitutto che non sussiste alcuna violazione dell’art. 28 citato dai capigruppo firmatari il quale, a differenza di quanto essi sostengono, disciplina le “Modalità della discussione” degli argomenti iscritti all’ordine del giorno del Consiglio Comunale e non la Conferenza dei Capigruppo.

La norma che invece si riferisce alla Conferenza dei Capigruppo è l’art. 50 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale.

Lo stesso, nel descrivere la Conferenza dei Capigruppo come organo consultivo del Presidente del Consiglio, non definisce il parere della Conferenza dei Capigruppo come obbligatorio e vincolante per il Presidente del Consiglio e, dunque, non vi è alcun obbligo per il

Presidente del Consiglio di chiedere il parere dei Capigruppo né lo stesso, laddove espresso, vincola il Presidente nelle su decisioni.

In ultimo, ma non meno importante rispetto a quanto si è detto sopra, vi è che il comma 2 dell’art. 50 citato stabilisce che la Conferenza dei capigruppo, oltre che dal Presidente del Consiglio può essere convocata anche dalla maggioranza dei capigruppo.

Ebbene, nella fattispecie concreta che ci occupa, i Capigruppo sono 4 di cui 3 di opposizione, ben rappresentando quindi la maggioranza.

Per queste ragioni, fra le altre, si respingono le contestazioni mosse e si confida in un dialogo più sereno al quale sempre questa presidenza continua ad aspirare».

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