​Stipa dance

A cura di Francesca Aquilino

Cassano - sabato 22 maggio 2021
Stipa austroitalica
Stipa austroitalica © Gaetano Pazienza

In questo periodo dell'anno, attraversando la Murgia al tramonto o alle prime ore del mattino, capita di veder luccicare d'argento le praterie e restarne come rapiti... Tanti piccoli esseri magici che danzano fra i prati accarezzati dal vento... sembra quasi di poterli vedere! Una moltitudine di fatine che, puntuali, spuntano ogni giorno all'alba e al tramonto per giocare a rincorrersi brillando alla luce del sole: una festa, alla quale vien voglia di partecipare, immergendosi nel mare verde increspato d'argento delle praterie, come in un sogno ad occhi aperti.

È la Stipa austroitalica: un’insolita graminacea che, nel pieno della sua fioritura, ondeggia al vento sulle colline. È nota comunemente come "lino delle fate" o "capelli di fata" proprio per questo aspetto un po' fiabesco che attribuisce alle praterie. I termini “lino” o “capelli” fanno riferimento all’insolita forma delle infiorescenze di questa pianta, dall’aspetto di lunghi fili che ricordano fibre o capelli al vento.

Appartenente alla famiglia delle Poacee (ex Graminacee), quindi strettamente imparentata coi ben noti grano e orzo, è una pianta erbacea dall’aspetto cespuglioso che raggiunge un'altezza compresa tra i 30 e gli 80 cm. A differenza dei cereali coltivati, è una pianta perenne, i cui cespi permangono nelle praterie anche in inverno per mezzo di gemme poste a livello del terreno. La pianta si presenta come un ciuffo denso di foglie rigide dall’aspetto filiforme, ma la cosa che più la caratterizza sono le particolarissime infiorescenze piumose che possiamo osservare a primavera inoltrata. L’infiorescenza è costituita da una spiga che raggruppa i fiori in spighette, ognuna delle quali è sormontata da una lunga appendice chiamata “resta”, che in questa specie ha il peculiare aspetto piumoso. Anche questa graminacea produce un frutto chiamato “cariosside”, che ha la particolarità di essere insieme frutto e seme.

La cariosside di Stipa austroitalica è chiaramente molto più piccola e stretta rispetto a quella dei cereali coltivati, non presentando la parte carnosa edibile; termina con un’estremità appuntita, mentre l’estremità opposta rimane attaccata alla resta piumosa. Quando il frutto matura ad inizio estate, gli steli della pianta seccano e la lunga piuma si arriccia su sé stessa formando una sorta di spirale. In questo modo il vento che trasporterà i semi lontano dalla pianta madre imprimerà anche un movimento rotatorio alla resta piumosa, e di conseguenza alla cariosside attaccata alla sua base: questa rotazione permetterà al seme di conficcarsi per bene nel suolo quando cadrà a terra, facilitandone così la futura germinazione. Il caratteristico “arricciamento” delle reste della stipa è fra l’altro legato al livello di umidità dell’aria, ed è massimo proprio quando soffia il vento caldo e secco dell’estate che le trasporterà.

Il nome scientifico di questa specie, Stipa austroitalica, cela poi aspetti estremamente interessanti. Il termine “stipa” deriva dal greco “stýppe” che ha la stessa radice di “stoppia” (massa di fibre) e della parola di origine russa “steppa”. Le specie del genere Stipa sono infatti gli elementi che caratterizzano le grandi praterie steppiche dell’Europa orientale e dell’Asia centrale; le praterie murgiane, benché abbiano un’origine molto diversa, sono per questo spesso chiamate pseudosteppe. La seconda parte del binomio specifico, austroitalica, è un aggettivo che significa letteralmente “dell’Italia meridionale” (australe): questa specie è infatti "endemica" del sud Italia, la Puglia è la regione nella quale risulta maggiormente presente. È particolarmente abbondante negli habitat prativi caratterizzati da elevata rocciosità, come quelli dell’Alta Murgia, dove costituisce spesso la specie dominante, imbiancando le colline a primavera con le sue reste piumose che paiono luccicare se illuminate in controluce.

La Stipa austroitalica domina gli ecosistemi murgiani, strutturandone le praterie ricchissime di biodiversità e fornendo rifugio e nutrimento alle numerose specie di animali grandi e piccoli che le abitano. È specie nutrice dei bruchi della bellissima Melanargia arge, farfalla rara e protetta.

Per le sue caratteristiche di “endemismo”, per la sua rara presenza nelle altre regioni e per il suo importante ruolo ecologico, la Stipa austroitalica è tutelata a livello europeo dalla Direttiva Habitat, che ne impone la conservazione agli stati membri nei quali è presente, proprio al fine di proteggere l’intero ecosistema in cui vive, oltre a vietarne la raccolta e l’espianto.

L’invito che vi rivolgiamo è quindi di approfittare delle miti giornate di maggio per correre a godervi una passeggiata fra i prati murgiani ed ammirare il “lino delle fate” ondeggiare nel vento.

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