Atletica

Running Cassano Venti18: si torna a correre! Runners in gara a Corato

Otto atleti dell'asd cassanese al via della ultramaratona e della mezzamaratona del "Memorial Bice Fino e Giacomo Gravina”

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Cassano sabato 08 maggio 2021
di La Redazione
Running Cassano Venti18
Running Cassano Venti18 © Gianni Spina

Si torna a correre, in gara, finalmente!

Per una felice coincidenza l’annuncio del ritorno della Puglia in “zona gialla” – un segno di speranza dopo settimane cupe a fare i conti con l’aumento dei contagi - è arrivato alla vigilia della ripresa agonistica per gli atleti della Running Cassano Venti18.

Domani i runners cassanesi, infatti, saranno tra i protagonisti della quarta edizione della “6 Ore Coratina - Memorial Bice Fino e Giacomo Gravina”, che vede ben 183 atleti iscritti, provenienti da 17 regioni italiane, tra i quali 35 donne e 148 uomini.

Tre atleti cassanesi Giuseppe Giustino, Francesca Romana Campanale e Oscar Giorgio – parteciperanno alla ultramaratona, gara valida come Campionato Italiano IUTA, inserita in Calendario Nazionale FIDAL e IUTA 2021 e valevole come prova del 9° GRAN PRIX IUTA 2021, mentre altri cinque componenti della asd di Cassano – Cosimo Lionetti, Martin Arborea, Andrea Quarto, Ignazio Cassano e Tritto Antonio – saranno in gara nella mezzamaratona che si svolgerà con partenza simultanea a quella della "6 ore" e che terminerà al compimento di 18 giri del circuito.

Dopo il blocco forzato dovuto ad una pandemia che ha sconquassato il mondo, sul circuito cittadino di Corato allo start le emozioni saranno tumultuose: il primo passo, il primo metro, il primo respiro, immaginiamo, sarà soprattutto un gesto di liberazione.

«Il 2020 e 2021 – ci racconta Francesca Romana Campanale - saranno ricordati come anni difficili sotto tutti punti di vista, anche per il mondo podistico e per la nostra asd. Prima della pandemia facevamo gare ogni domenica, o quasi. Con immensa tristezza non abbiamo mai smesso di correre anche durante il lockdown, a costo di farlo nel corridoio di casa. C’è chi si è avventurato nella campagna adiacente, e chi non ha trovato più tanto deprecabile il tapis roulant comprato anni fa. Ci siamo adattati, perché il runner è propenso all’adattamento, così come fa sempre con le condizioni ambientali, è intelligente e flessibile, e pensa che nulla gli sia dovuto,e che si deve guadagnare le cose che vuole».

«Ci è mancata molto l’attività agonistica – continua Francesca –, e ogni gara saltata ci è sembrata una pugnalata alla schiena. Ci siamo sentiti privati del nostro mondo: quello del caffè domenicale alle sette di mattina con i nostri compagni di squadra, prima della mezza maratona, o della 10km, quello dell’adrenalina nei 20 minuti di riscaldamento pre-gara, quello del contatto spalla a spalla con l’avversario sulla linea di partenza, prima dello sparo. Nel frattempo abbiamo sempre cercato di immaginare quando avremmo potuto correre insieme agli amici, ai compagni squadra, o a degli sconosciuti, in una gara con tante persone, come sarebbe stato il ritorno alla normalità, ci siamo immaginati con i piedi sulla linea di partenza pronti a scattare. E finalmente quel momento è arrivato. Tornare a fare una gara per noi è una grande cosa, la consideriamo come una fase di riavvicinamento alla realtà. Non importa se gestita con distanziamento e mascherine. Finalmente possiamo tornare ad avere obiettivi motivanti e sfidanti, finalmente possiamo riappropriarci di quello che prima era scontato. Nessuno di noi conosce cosa ci riserverà il futuro, ma per ora ci godiamo questo momento di ripartenza!»

Prospettive per il futuro? «Ci auguriamo di superare completamente questo momento ancora critico, di tornare a correre sereni, spensierati e… assembrati come una volta, e in futuro di riuscire a organizzare gare o manifestazioni podistiche che mettano in luce le ricchezze naturali e non solo del nostro paese».

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